Il Governo interviene nuovamente sul caro carburanti e decide di prolungare, almeno nell’immediato, il sostegno agli automobilisti e al settore dell’autotrasporto. Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto-legge con le disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi, legate al protrarsi della crisi sui mercati internazionali. La misura principale riguarda il gasolio, per il quale viene prorogato fino al 5 settembre il taglio delle accise pari a 17 centesimi di euro al litro. Una decisione che punta a contenere l’impatto dell’aumento dei prezzi alla pompa e a garantire una continuità temporanea agli interventi già adottati nelle scorse settimane. La proroga, tuttavia, non sembra destinata a rappresentare la soluzione definitiva. Per il periodo successivo al 5 settembre il Governo starebbe infatti valutando un cambio di impostazione: non più un sostegno generalizzato, uguale per tutti, ma misure selettive legate al reddito. L’ipotesi, ancora oggetto di valutazione, segnerebbe un cambio di strategia. L’obiettivo sarebbe concentrare le risorse pubbliche sulle famiglie e sulle persone maggiormente esposte agli effetti del caro carburante, evitando un intervento indistinto sulla platea degli automobilisti.
Proroga anche per l’autotrasporto
Nel decreto approvato dal Consiglio dei ministri trova spazio anche il settore dell’autotrasporto, particolarmente esposto alle oscillazioni del prezzo del diesel. È stata infatti prorogata fino al 5 settembre anche la misura relativa al credito d’imposta riconosciuto alle imprese di autotrasporto. Una conferma che tiene conto dell’impatto che il costo del carburante ha sui bilanci delle aziende di trasporto e, più in generale, sui costi della logistica e delle merci.
Un nuovo meccanismo fiscale per i grandi gruppi energetici
Il provvedimento contiene inoltre un intervento di natura fiscale rivolto ai grandi gruppi energetici. È previsto un nuovo meccanismo relativo all’acconto fiscale sulle imposte dovute sui dividendi anticipati. La misura si inserisce nel quadro degli interventi attraverso i quali il Governo intende reperire risorse e gestire gli effetti della crisi dei mercati energetici, mentre resta alta l’attenzione sull’andamento delle quotazioni internazionali del petrolio.
Ex Ilva, via libera a un secondo decreto
Il Consiglio dei ministri ha approvato nella stessa seduta anche un secondo decreto-legge, questa volta dedicato alla continuità operativa degli impianti di interesse strategico nazionale. Il provvedimento riguarda anche la vicenda dell’ex Ilva e punta ad assicurare la prosecuzione delle attività degli impianti considerati strategici per il sistema produttivo nazionale. Due interventi distinti, dunque, ma inseriti nello stesso quadro di emergenza economica e industriale: da una parte il tentativo di contenere l’impatto immediato del caro carburante, dall’altra la necessità di garantire la continuità di asset industriali ritenuti strategici per il Paese. Il termine del 5 settembre resta ora la data da monitorare per il comparto dei carburanti. Entro quella scadenza il Governo dovrà chiarire se e come trasformare l’attuale sostegno generalizzato in un nuovo sistema di aiuti mirati sulla base del reddito.
di Fausto Sacco

