Si è concluso il processo di primo grado contro il clan D’Alessandro, storico gruppo camorristico della zona stabiese. Il tribunale ha inflitto condanne complessive fino a 80 anni di reclusione per estorsione ai danni di commercianti, possesso di armi e altre attività illecite. Al centro del procedimento, che ha visto la partecipazione di investigatori e magistrati antimafia, figurava il presunto vertice del clan, soprannominato “il boss poeta”, insieme ad alcuni suoi collaboratori. Tra gli imputati, almeno uno è stato assolto. La cosca, storicamente radicata nella frazione di Scanzano, era accusata di tentare di condizionare settori sensibili dell’economia e dell’amministrazione locale. Le sentenze di primo grado potranno essere impugnate in appello dalle difese. Il processo segna un nuovo capitolo nell’attività delle forze dell’ordine per contrastare la criminalità organizzata a Castellammare di Stabia e tutelare la vita economica e sociale del territorio.
di Marco Iandolo

