Una vera e propria maratona politica, conclusa nel cuore della notte con un accordo di massima. Nella sede romana di via della Scrofa, quartier generale di Fratelli d’Italia, gli sherpa del centrodestra hanno lavorato per ore per definire l’architettura della nuova legge elettorale. Un’intesa che, secondo fonti parlamentari della maggioranza, nella sostanza sarebbe stata raggiunta. C’è già chi, tra i corridoi del Parlamento, ha ribattezzato il nuovo impianto “Stabilicum”: un nome che richiama l’obiettivo dichiarato della riforma, garantire stabilità e governabilità.
Proporzionale con premio di maggioranza
Il cuore della proposta sarebbe un sistema proporzionale corretto da un premio di maggioranza. La coalizione o la lista che supererà il 40% dei voti – anche di un soffio – otterrà un premio tale da assicurare una maggioranza solida in Parlamento. Un meccanismo che segnerebbe il superamento dell’attuale Rosatellum, la legge in vigore dal 2017, basata su un sistema misto tra proporzionale e maggioritario. Resterebbe fissata al 3% la soglia di sbarramento per l’accesso alla ripartizione dei seggi, con l’obiettivo di contenere la frammentazione e favorire aggregazioni più strutturate. Nessuna indicazione del candidato premier sulla scheda: la scelta del presidente del Consiglio continuerebbe a maturare successivamente, in sede parlamentare.
Il nodo dei collegi plurinominali
Tra i punti ancora oggetto di limature tecniche c’è la questione dei collegi plurinominali, attualmente 49 alla Camera e 26 al Senato. Secondo quanto trapela, Fratelli d’Italia avrebbe avanzato la proposta di aumentarne il numero. Una soluzione tecnica che consentirebbe di rimodulare la distribuzione dei seggi senza stravolgere completamente l’ossatura dell’impianto vigente. In caso contrario, spiegano fonti della maggioranza, resterebbe in piedi buona parte della struttura ereditata dal Rosatellum.
Il confronto sulle preferenze
Altro terreno sensibile è quello delle preferenze. FdI spingerebbe per consentire agli elettori di esprimere una scelta diretta sui candidati all’interno delle liste. Una novità significativa rispetto al sistema attuale, che nei collegi proporzionali prevede liste bloccate. Più cauti, invece, gli alleati: Forza Italia, Lega e Noi Moderati avrebbero espresso perplessità sull’introduzione delle preferenze, temendo effetti sulla tenuta delle coalizioni e sugli equilibri interni. Il confronto resta aperto e sarà oggetto di ulteriori approfondimenti tecnici prima della stesura definitiva del testo.
Stabilità come parola chiave
Il soprannome “Stabilicum” non è casuale. L’intento politico della riforma è evidente: garantire governi più solidi, ridurre il rischio di maggioranze fragili e incentivare coalizioni compatte prima del voto. La strada verso l’approvazione parlamentare, tuttavia, si annuncia ancora lunga. Le prossime settimane saranno decisive per trasformare l’intesa politica in un testo normativo condiviso e pronto ad affrontare il passaggio nelle Aule. La maratona di via della Scrofa si è chiusa con un accordo di principio. Ora inizia la fase più delicata: tradurre l’equilibrio politico in una legge destinata a ridisegnare le regole del gioco democratico.
di Marco Iandolo

