La crisi del commercio cittadino non può più essere sottovalutata. Le saracinesche che si abbassano, le difficoltà crescenti degli esercenti e la progressiva riduzione delle attività di vicinato rappresentano segnali di una trasformazione profonda che rischia di incidere non soltanto sull’economia locale, ma anche sulla qualità della vita e sulla tenuta sociale della città. A lanciare l’allarme è Giuseppe Marinelli, presidente provinciale di Confesercenti, che richiama la necessità di un intervento strutturato per sostenere il comparto commerciale e restituire prospettive al capoluogo irpino. Al centro delle preoccupazioni ci sono le condizioni sempre più difficili in cui operano le attività commerciali, strette tra consumi prudenti, costi di gestione elevati, affitti onerosi, bollette in aumento, pressione fiscale e concorrenza delle grandi piattaforme online. Un insieme di fattori che mette a dura prova soprattutto i piccoli esercizi, chiamati a confrontarsi con un mercato in continua evoluzione e con abitudini di acquisto sempre più orientate verso nuovi canali. Per Marinelli, tuttavia, la questione non riguarda esclusivamente la sopravvivenza delle singole imprese. Ogni attività che chiude comporta una perdita in termini economici e occupazionali, ma determina anche un impoverimento della vita cittadina. I negozi di vicinato, infatti, svolgono una funzione che va oltre la vendita: garantiscono servizi di prossimità, favoriscono le relazioni sociali e contribuiscono alla sicurezza e alla vivibilità dei quartieri, in particolare nelle periferie e nelle aree meno frequentate. La progressiva scomparsa delle attività commerciali rischia dunque di modificare il volto stesso di Avellino, riducendo le occasioni di incontro e indebolendo quei presidi quotidiani che contribuiscono a mantenere vivi i quartieri. Una prospettiva che, secondo Confesercenti, richiede una riflessione complessiva sul modello di sviluppo della città e sul ruolo che il commercio può continuare a svolgere al suo interno.
La necessità di una strategia condivisa
Da qui la richiesta di una strategia generale di intervento, capace di superare la logica delle iniziative isolate e di affrontare in maniera organica le criticità del settore. L’obiettivo, sottolinea Marinelli, deve essere la definizione di misure specifiche a sostegno delle imprese, attraverso un percorso di confronto concreto e partecipato che coinvolga l’amministrazione comunale, le associazioni di categoria, i commercianti, la Regione e tutti gli altri soggetti interessati. Un tavolo di lavoro che possa individuare priorità, strumenti e risorse, traducendo le esigenze degli operatori in azioni concrete e verificabili. Per Confesercenti, il rilancio del commercio rappresenta infatti anche una leva per rafforzare l’economia cittadina e recuperare la funzione di Avellino come capoluogo, con ricadute potenzialmente positive sull’intero territorio provinciale. L’economia avellinese ha storicamente trovato nel terziario uno dei suoi principali punti di riferimento. Sostenere il commercio significa quindi intervenire su una componente importante del sistema economico locale, ma anche creare condizioni favorevoli per una città più attrattiva, vivibile e capace di offrire servizi ai cittadini.
“Il momento di intervenire è adesso”
L’appello del presidente provinciale di Confesercenti è rivolto alle istituzioni e a tutti gli attori economici del territorio. Avellino, avverte Marinelli, non può rassegnarsi a un progressivo declino del centro cittadino, con un numero sempre minore di negozi, meno occasioni di socialità e periferie sempre più distanti dai servizi essenziali. “Il momento di intervenire è adesso”, è il messaggio conclusivo del dirigente associativo, che individua in ascolto, programmazione, risorse e obiettivi verificabili i passaggi necessari per affrontare la crisi. La sfida, dunque, è trasformare le difficoltà attuali in un progetto condiviso di rilancio, capace di restituire prospettive alle imprese e centralità al commercio nella vita economica e sociale di Avellino. Un percorso che, secondo Confesercenti, richiede il coinvolgimento delle istituzioni e delle categorie produttive, affinché il futuro del settore non sia affidato a interventi sporadici, ma a una visione di sviluppo organica e di lungo periodo.
di Marco Iandolo

