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Meloni a San Patrignano: “Nessuno è perduto per sempre”. La sfida contro la droga parte dalla speranza

In IN EVIDENZA, POLITICA
Ottobre 23, 2026
La presidente del Consiglio chiude il suo intervento all'apertura della riunione della Coalizione europea contro le droghe rilanciando la necessità di non abbassare la guardia contro i trafficanti e di non abbandonare i giovani in difficoltà. “Non arrenderci di fronte a chi banalizza la droga”.

Non arrendersi davanti al narcotraffico, contrastare la banalizzazione del consumo di sostanze stupefacenti e, soprattutto, non considerare mai perduto un ragazzo che sta attraversando il tunnel della dipendenza. È questo il messaggio lanciato dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel suo intervento all’apertura della riunione della Coalizione europea contro le droghe (ECAD), ospitata dalla comunità di San Patrignano.  Parole che riportano al centro del dibattito pubblico una questione che non riguarda soltanto la sicurezza e la repressione dei traffici illeciti, ma investe anche la responsabilità delle istituzioni, delle famiglie e della società nel contrastare il fenomeno delle dipendenze e nel costruire percorsi concreti di recupero.  “L’impegno che dobbiamo prendere oggi insieme è non arrenderci di fronte ai trafficanti, non arrenderci di fronte a chi banalizza la droga e non arrenderci soprattutto di fronte a un ragazzo che sembra perduto, perché non lo è”, ha dichiarato la premier, affidando a queste parole il senso conclusivo del suo intervento. Un passaggio che individua tre fronti di impegno: la lotta alle organizzazioni criminali, il contrasto a ogni atteggiamento di sottovalutazione dei rischi legati alle droghe e la tutela dei giovani che vivono situazioni di fragilità. Tre dimensioni strettamente connesse, che chiamano in causa politiche di prevenzione, informazione e sostegno, oltre all’azione di contrasto al narcotraffico.

San Patrignano, il valore di una seconda possibilità

La scelta di San Patrignano come sede dell’incontro assume un significato particolare. La comunità rappresenta, nell’esperienza di chi vi ha intrapreso un percorso di recupero, un luogo in cui la possibilità di ricominciare diventa una prospettiva concreta. È proprio da questa esperienza che Meloni ha tratto il messaggio più umano del suo discorso.  “Questo luogo ci consegna una certezza: che nessuno è perduto per sempre, che ogni vita può essere riconquistata, come ci insegnano Jessica e tutti i ragazzi di San Patrignano”, ha affermato la presidente del Consiglio. Il richiamo alla possibilità di recupero sposta l’attenzione dalla sola dimensione emergenziale del fenomeno a quella, altrettanto decisiva, della ricostruzione personale e sociale. La dipendenza, infatti, non coinvolge soltanto chi ne è direttamente colpito, ma investe le relazioni familiari, il contesto sociale e le prospettive di futuro dei più giovani. In questo quadro, la prevenzione e i percorsi di reinserimento rappresentano temi centrali del confronto sulle politiche antidroga, accanto all’attività delle forze dell’ordine e alla cooperazione tra gli Stati europei.

La responsabilità verso le nuove generazioni

Nel suo intervento, Meloni ha collegato il contrasto alle droghe a una questione più ampia: il modello di società che le istituzioni intendono costruire per le generazioni future.  “È questa la sfida che definisce ciò che siamo e ciò che intendiamo essere per i nostri figli e per chi verrà dopo di noi”, ha sottolineato la premier, concludendo il discorso con un ringraziamento ai presenti e un “Viva San Patrignano!”.  Il riferimento ai figli e a chi verrà dopo di noi richiama la necessità di considerare la lotta alle dipendenze non soltanto come una risposta a un problema presente, ma come un investimento sul futuro del Paese. Una sfida che richiede continuità nell’azione pubblica, collaborazione tra istituzioni e territorio e attenzione alle situazioni di vulnerabilità che possono esporre i giovani al rischio di dipendenza. Al termine dell’intervento, la presidente del Consiglio ha lasciato la comunità senza rilasciare dichiarazioni ai giornalisti.  Resta il messaggio pronunciato dal palco di San Patrignano: la lotta alla droga non può limitarsi al contrasto di chi alimenta il mercato degli stupefacenti. Deve comprendere anche la capacità di offrire alternative, accompagnare chi è in difficoltà e restituire prospettive a chi rischia di perderle. Perché, nelle parole della premier, il punto decisivo è proprio questo: non considerare mai una vita definitivamente compromessa. Una convinzione che, per tradursi in risultati, deve trovare riscontro in interventi concreti, percorsi di recupero accessibili e un impegno condiviso nel tempo.

di Fausto Sacco