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Crisi e Tentativi di Risoluzione: il Caso Bioera e l’Ex Presidente Santanchè

In ECONOMIA
Maggio 22, 2024

Bioera SpA, un nome che un tempo risplendeva nel panorama del bio-food italiano, si trova ora in una fase critica della sua esistenza economica. Fino a febbraio 2022, sotto la presidenza dell’attuale ministra del Turismo, Daniela Santanchè, la compagnia ha segnato significativi sviluppi nel settore. Tuttavia, oggi si dibatte tra difficoltà finanziarie e tentativi di ristrutturazione del debito.

Recentemente, Bioera ha proposto al Tribunale fallimentare di Milano un’istanza di “concordato in bianco”. Questo termine, che potrebbe risultare oscuro ai non addetti ai lavori, indica una procedura legale che consente all’azienda in difficoltà un periodo di tempo, generalmente tra 30 e 60 giorni, per elaborare un piano capace di garantire il pagamento dei creditori e tentare così una via d’uscita dalla crisi.

Questa mossa giunge dopo lo scadere dei termini per una composizione negoziata della crisi e alla luce della decisione giudiziaria di non prorogare le misure protettive dell’attivo aziendale. Durante l’udienza recente, presieduta dal giudice Francesco Pipicelli, si è saputo che il team di legali di Bioera si è attivato per riuscire a guadagnare tempo e formulare un piano di rientro efficace. L’udienza per discutere questa richiesta è stata posticipata al giorno successivo.

Parallelamente, gravano sull’azienda pressioni non di poco conto, essendo oggetto di una richiesta di liquidazione giudiziale avanzata dalla Procura, una procedura che porterebbe, nella pratica, alla liquidazione coatta dell’azienda. Non meno preoccupante è il fallimento avvenuto a gennaio di Ki Group Srl, altra azienda affiliata al gruppo di Bioera, ora sotto indagine per sospetti di bancarotta fraudolenta da parte dell’aggiunto procuratore Laura Pedio e dai procuratori Marina Gravina e Luigi Luzi, che gestiscono diversi fascicoli legati alle ex società di Santanchè, inclusa Visibilia.

Il caso di Bioera non è isolato nella sua gravità, dato che anche su Ki Group Holding pende un’istanza di liquidazione giudiziale. Nonostante ciò, per questa ultima società restano ancora in vigore misure protettive che ne impediscono il fallimento immediato.

Questi sviluppi riflettono una morente speranza per una risoluzione pacifica e soddisfacente della situazione debitoria di Bioera. La strada del concordato in bianco si presenta come un ultimo disperato tentativo per salvare gli importanti patrimoni aziendali e sostenere, per quanto possibile, l’economia e i lavoratori coinvolti.

La storia di Bioera è emblematica di come le vicissitudini di una singola azienda possano influenzare non solo il tessuto economico a essa direttamente connesso, ma anche il clima di fiducia generale nel settore a cui appartiene. La situazione in cui si trova questa società solleva dubbi critici sull’efficacia delle strategie di risanamento attuate fino ad ora e sul futuro del settore del bio-food in Italia, un ramo che fino a poco tempo fa mostrava uno degli sviluppi più promettenti all’interno del vasto panorama agroalimentare italiano.