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Diciamo grazie al Teatro alla Scala.

In CULTURA, OPINIONE
Dicembre 10, 2024
Il punto della situazione di Domenico Salerno…..

Il 7 dicembre 2024 si è inaugurata la stagione lirica 2024-2025 al Teatro alla Scala e la Rai, come di abitudine ci ha consentito di assistere alla diretta televisiva. Considerando le vicissitudini e le tristezze che caratterizzano l’attualità, almeno in questo caso possiamo commentare la serata come finalmente una nota lieta, che induce alla speranza e finalmente può mettere d’accordo una larga maggioranza di cittadini non solo italiani.   Talvolta le circostanze complessive girano nel verso giusto, e nel caso della prima alla Scala le assenze del  Presidente Mattarella e della premier Meloni forse ha giocato a favore della rasserenazione dell’ambiente.  Per carità, intorno al Presidente Mattarella ci stringiamo sempre tutti con deferenza e rispetto, rappresenta tutti noi, il nostro Paese, ma la rabbia dei giovani e non solo, ormai scatenata nel quotidiano, contro le nefandezze di guerre che altro non sono che genocidi, sarebbe stata incoerente rispetto ad una manifestazione tutta incentrata a sorrisi e all’esaltazione del bello nell’arte. Le rappresentanti femminili al centro del Palco Reale, con la senatrice Liliana Segre ad occupare il posto che sarebbe stato riservato al Capo dello Stato ha assunto un particolare significato, anche se siamo coscienti che una parte del nostro Paese non è schierata a fianco di Israele. La senatrice Segre rappresenta però la memoria della persecuzione nazista e fascista contro un intero popolo e riteniamo che questa memoria debba essere conservata a prescindere dalle vicende odierne che hanno portato Israele su altre modalità. Eterna altalena tra oppressi ed oppressori con quella parte di popolo più povero e bisognoso che ne sconta le conseguenze.  La parte musicale è stata sia durante lo spettacole che alla fine, con dodici minuti di applausi, la conferma che il Teatro alla Scala di Milano è tra le istituzioni musicali più prestigiose al mondo. Perfezione e grandissima professionalità di tutti gli scaligeri, dai cantanti ai macchinisti e finalmente un giusto riconoscimento al Sovrintendente ed al Maestro Chailly per aver saputo portare il Teatro, tutto, a livelli di professionalità eccezionali.  Non poteva mancare una nota negativa per quelle presenze, che non c’entrano niente con la vita del Teatro e che hanno trascorso la serata a cercare di farsi inquadrare da qualche telecamera. Poveracci in abiti costosi ma poveri di spirito. Purtroppo c’è anche questo.

di Domenico Salerno