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Emergenza spreco idrico: Italia perde oltre il 40% dell’acqua potabile

In ECONOMIA
Marzo 22, 2024

Un gigante silenzioso si cela nelle infrastrutture italiane: lo spreco di acqua potabile. Le cifre diramate dall’ISTAT per il 2022 delineano un scenario preoccupante per le reti idriche del Bel Paese. Il 42,4% dell’acqua destinata al consumo umano sfugge, infatti, attraverso le maglie delle reti comunali, un dato in peggioramento rispetto al già allarmante 42,2% registrato nel 2020. Si traduce in un impressionante volume di H2O che, anziché raggiungere i rubinetti dei cittadini, si disperde invano.

Un tesoro liquido, potenzialmente sufficiente a rifornire le necessità idriche annuali di ben 43,4 milioni di individui, si perde in quel labirinto di tubazioni sotterranee deputate alla distribuzione dell’elemento vitale. L’incidenza di questo fenomeno, noto come dispersione idrica, resta una delle sfide più rilevanti per la gestione sostenibile delle risorse e per la salvaguardia del diritto all’acqua.

Oltre alle perdite fisiche, la percezione della qualità dell’acqua tracciata dai rubinetti incide sull’uso che ne fanno le famiglie italiane. Rimane stabile al 28,8% la percentuale di quelle che dichiarano di non fidarsi a utilizzare l’acqua di rete per scopi potabili, optando per alternative imbottigliate. Questa diffidenza è resistente nonostante le autorità sanitarie assicurino che l’acqua distribuita rispetti rigidi standard qualitativi che ne attestano la potabilità.

In termini di consumi, l’Istat segnala che i prelievi autorizzati per gli usi civili ammontano mediamente a 214 litri di acqua per persona al giorno. Un dato in diminuzione rispetto ai 250 litri del 1999, forse sintomo di una maggiore consapevolezza nell’uso parsimonioso di questa risorsa, ma ancora elevato se confrontato con la necessità di ridurre gli sprechi e ottimizzare le infrastrutture di distribuzione.

Di fronte a questo scenario, è urgente una risposta da parte dei gestori delle reti idriche e delle amministrazioni pubbliche. Gli interventi potrebbero includere la modernizzazione delle infrastrutture, con la sostituzione delle tubature più vetuste e propense alle perdite, l’introduzione di tecnologie avanzate per il monitoraggio e il controllo delle dispersioni e la promozione di campagne informative volte a sensibilizzare i cittadini sull’importanza del risparmio idrico. Solo così sarà possibile invertire la tendenza e salvaguardare una delle risorse naturali più preziose e indispensabili per la vita e per l’equilibrio degli ecosistemi.