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Espansione urbana al fresco: la rivoluzione dei dehors in Italia

In ECONOMIA
Maggio 28, 2024

L’Italia degli ultimi anni ha visto una significativa trasformazione nel panorama dei suoi spazi esterni, soprattutto in aree urbane dove bar, ristoranti e altri esercizi pubblici hanno esteso i loro confini all’aperto. Informazioni recenti indicano che, dal 2020, è stata registrata l’installazione di circa 180 mila nuovi tavolini, dislocati su quasi 750 mila metri quadri di nuovi dehors. Questa espansione, testimoniata dalla Fiepet (Federazione Italiana Esercenti Pub, Esercizi e Turismo) Confesercenti, rispecchia un cambiamento sostanziale nelle abitudini sociali e nella configurazione dei nostri centri urbani.

La popolarità di queste nuove aree ricreative e di ristorazione è confermata da un sondaggio effettuato da Swg alla fine del 2023, che riporta una valutazione positiva da parte di tre italiani su quattro. Nondimeno, la stabilità di questa trasformazione è sotto la spada di Damocle delle normative temporanee, con una clausola critica in arrivo: metà dei nuovi spazi potrebbe essere compromessa dalla scadenza, il 31 dicembre, delle deroghe introdotte per affrontare l’emergenza Covid-19.

L’audizione di Fiepet alla Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo della Camera dei Deputati ha lanciato un allarme riguardo alla necessità di una normativa permanente. Attualmente, il ricorso a misure provvisorie ha garantito una soluzione temporanea, ma non una solida infrastruttura legislativa su cui fare affidamento a lungo termine. La proposta di legge in discussione, secondo la Federazione, rappresenterebbe la soluzione più coerente e complessiva, mirata a bilanciare esigenze di sicurezza, ordine pubblico e decoro urbano con le aspettative di cittadini e imprenditori.

Il dibattito in corso porta alla luce una questione più ampia sul ruolo e l’importanza degli spazi pubblici e la loro gestione. La riorganizzazione e l’ampliamento dei dehors non è soltanto una risposta alla necessità imposta dalla pandemia, ma si iscrive in una visione più estesa del diritto alla città e dell’uso dello spazio urbano. Questo fenomeno solleva interrogativi sull’equilibrio tra l’accessibilità pubblica e l’uso commerciale degli spazi, la sostenibilità ambientale delle scelte urbanistiche e l’impatto sociale dell’estensione degli spazi privati in aree comuni.

In questa fase critica, si delineano dunque due principali necessità: la realizzazione di una normativa chiara e definitiva che secerni i contorni legali e operativi dei dehors, e un’amministrazione urbana che sappia incoraggiare e supportare un’evoluzione organica e rispettosa delle dinamiche cittadine.

Il futuro dei dehors in Italia è intriso di possibilità tanto quanto di sfide. Un’integrazione successiva di strategie a lungo termine potrebbe certamente contribuire alla rinascita e rivitalizzazione degli ambienti urbani, rendendo le città italiane non solo più belle esteticamente, ma anche più vivibili e inclusivamente attraenti. La soluzione risiede nella capacità di convergere interessi commerciali e benessere collettivo in una sintesi operativa e normativa che rispecchi i nuovi ritmi di vita pubblica.