La Campania diventa il punto più critico nella fase congressuale di Forza Italia, mettendo in difficoltà la strategia del segretario nazionale Antonio Tajani, impegnato a chiudere entro l’estate il percorso di riorganizzazione territoriale del partito. Mentre in altre regioni il calendario procede, all’ombra del Vesuvio tutto resta fermo: nessuna data per il congresso e tensioni interne sempre più evidenti. A certificare la crisi è un documento politico firmato da parlamentari e consiglieri regionali campani, che descrive una situazione tutt’altro che fisiologica. Il testo parla apertamente di una “crisi profonda, strutturale e non più rinviabile”, denunciando confusione politica, isolamento dagli alleati e una gestione interna giudicata “accentrata e priva di trasparenza”. Pur senza mai citarlo esplicitamente, nel mirino finisce il coordinatore regionale Fulvio Martusciello, la cui guida viene ritenuta responsabile di un progressivo indebolimento del partito sul territorio. Il quadro tracciato dai firmatari è quello di un’organizzazione senza direzione chiara, incapace di consolidare consenso e sempre più distante dalle dinamiche della coalizione di centrodestra. Tra i sottoscrittori figurano, tra gli altri, il senatore Francesco Silvestro, primo firmatario, insieme ai deputati Annarita Patriarca e Pino Bicchielli, e al senatore Raffaele De Rosa. Hanno messo la loro sigla pure tre consiglieri regionali azzurri, Susy Panico, Angela Parente e Livio Petitto. Una presa di posizione che pesa politicamente perché arriva da esponenti istituzionali e non da correnti marginali. La richiesta ai vertici nazionali è netta: valutare un commissariamento della struttura regionale o, in alternativa, la nomina di un comitato di reggenza. In entrambi i casi, l’obiettivo è superare quella che viene percepita come una gestione fallimentare e restituire credibilità e identità politica al partito in Campania. Il dossier è ora sul tavolo di Tajani e della dirigenza nazionale, chiamati a intervenire per evitare che le divisioni interne compromettano definitivamente il ruolo di Forza Italia in una regione strategica. Il tempo, però, stringe: senza una soluzione condivisa, il rischio è che il congresso regionale si trasformi da occasione di rilancio a terreno di scontro aperto.
di Marco Iandolo

