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Futuro Nazionale debutta a Roma: Vannacci lancia la sfida ai partiti tradizionali

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Giugno 13, 2026
Alla prima assemblea costituente del movimento, l'ex generale rivendica l'identità del nuovo progetto politico: "Siamo i figli di nessuno e ne siamo fieri". Annunciati 100mila iscritti e la nascita degli organismi dirigenti del partito.

È iniziata all’Auditorium della Conciliazione, a pochi passi da Piazza San Pietro, la prima assemblea costituente di Futuro Nazionale, il movimento politico fondato da Roberto Vannacci dopo la definitiva separazione dalla Lega. Un appuntamento che segna il debutto organizzativo della nuova formazione e che il suo leader ha trasformato in una dichiarazione di identità politica e di netta discontinuità rispetto ai partiti tradizionali.  Dal palco dominato dal blu del simbolo del movimento, con il Colosseo a fare da sfondo alla scenografia, Vannacci ha aperto i lavori con un intervento dai toni forti, rivolgendosi ai delegati arrivati da tutta Italia.  “Noi rappresentiamo lo scarto e la feccia e siamo orgogliosi di esserlo. In Parlamento siamo una sporca dozzina, qui siamo i figli di nessuno e fierissimi di esserlo”, ha dichiarato il leader di Futuro Nazionale, rivendicando il carattere anti-establishment della nuova forza politica.   L’assemblea costituente, che proseguirà con la relazione conclusiva affidata allo stesso Vannacci, ha come obiettivo principale quello di definire l’assetto organizzativo del partito attraverso la nascita di un’Assemblea nazionale e di un Esecutivo nazionale, chiamati a guidare la crescita del movimento sul territorio. Nel corso dei lavori sono stati inoltre illustrati i numeri del progetto politico. Secondo quanto annunciato dai vertici del partito, Futuro Nazionale avrebbe raggiunto quota 100mila iscritti in tutta Italia. Alla convention romana partecipano oltre 1.500 delegati locali, mentre la rappresentanza parlamentare del movimento è composta da otto parlamentari, provenienti da esperienze politiche diverse all’interno del centrodestra, tra cui Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia.   La due giorni romana rappresenta quindi un passaggio cruciale per il consolidamento della nuova formazione politica, nata ufficialmente a febbraio e intenzionata a ritagliarsi uno spazio autonomo nel panorama nazionale.   Non sono mancati riferimenti ai rapporti con il governo e con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Rispondendo alle domande dei giornalisti durante la conferenza stampa, Vannacci ha scelto un approccio prudente ma deciso: “Non ho risposto al presidente del Consiglio perché se avrà una domanda da farmi, me la farà direttamente e avrò il piacere di risponderle. A Meloni risponderò quando mi interpellerà”.    Parole che confermano la volontà di Futuro Nazionale di mantenere una propria autonomia politica, pur collocandosi nell’area del centrodestra. La convention di Roma segna così il primo vero banco di prova per il movimento di Vannacci, chiamato ora a trasformare il consenso rivendicato dai suoi sostenitori in una struttura politica stabile e organizzata.  L’obiettivo dichiarato è costruire un soggetto politico capace di intercettare quella parte di elettorato che non si riconosce pienamente nelle attuali forze di governo, proponendosi come alternativa identitaria e fortemente radicata sul territorio. La sfida, adesso, sarà tradurre la mobilitazione della base in un progetto politico destinato a durare oltre l’effetto novità del suo fondatore.

di Fausto Sacco