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Il Garante della Privacy indaga sull’algoritmo video di OpenAI

In POLITICA
Marzo 08, 2024

L’innovazione in campo tecnologico non si arresta e l’intelligenza artificiale continua a muovere passi da gigante. OpenAI, società statunitense nota per i suoi avanzamenti nel settore, ha recentemente annunciato il lancio di un nuovo modello di intelligenza artificiale chiamato ‘Sora’. Questo sistema è capacità di generare scene dinamiche, realistiche e anche fantasiose, partendo da semplici istruzioni testuali. Tuttavia, di fronte alle potenzialità impressionanti e qualche volta inquietanti di questi strumenti, si levano preoccupazioni legate alla privacy e al trattamento dei dati personali.

Di fronte a queste considerazioni, il Garante della Privacy ha deciso di avviare un’istruttoria nei confronti di OpenAI per approfondire i dettagli del funzionamento di Sora e le sue implicazioni nell’ambito del diritto europeo e italiano in particolare, alla protezione dei dati personali. L’inchiesta nasce dalla necessità di verificare la compatibilità di questi sistemi con il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR), il rigido insieme di norme che regola il trattamento dei dati personali all’interno dell’Unione Europea.

L’Autorità ha quindi sollecitato OpenAI ad una serie di chiarimenti. Entro un arco temporale di 20 giorni, la compagnia è chiamata a fornire risposte su vari aspetti: innanzitutto, se il servizio ‘Sora’ sia attualmente disponibile al pubblico e se vi sia l’intenzione di offrirlo anche agli utenti nell’Unione Europea e, più specificatamente, sul suolo italiano.

Ulteriori questioni riguardano il cuore stesso dell’algoritmo: le modalità attraverso cui si è proceduto all’addestramento, i tipi di dati raccolti e analizzati per quest’operazione, con un occhio di riguardo per i dati personali che, se scaltramente maneggiati, potrebbero portare a violazioni della privacy. Particolare attenzione viene posta sulla potenziale presenza di categorie particolari di dati personali, da quelle che rivelano convinzioni religiose e filosofiche fino a informazioni delicate relative alla salute e alla vita sessuale.

Inoltre, sono richieste informazioni sulle fonti utilizzate per raccogliere tali dati. Qualora il servizio fosse destinato ad essere offerto agli utenti UE, il Garante ha posto anche il focus su come OpenAI intenda informare gli utenti sul trattamento dei loro dati e quale base giuridica intenda utilizzare per tale trattamento, per assicurarsi di agire in conformità con il GDPR.

Questo rude impatto tra le normative europee sulla privacy e la frontiera dell’IA rappresenta una delle sfide più moderne del nostro tempo, in cui si cerca di bilanciare il diritto alla privacy con le enormi potenzialità offerte dal progresso tecnologico. La risposta di OpenAI potrebbe non solo chiarire il futuro di Sora ma anche influenzare il modo in cui l’innovazione viene gestita rispetto a diritti fondamentali degli individui.