Fare un commento quando i risultati del voto non sono ancora definitivi da un lato può produrre valutazioni sbagliate, per contro si fonda sulla spontaneità. La sensazione post voto è positiva pur nel rammarico che la percentuale dei votanti è stata di poco inferiore al 50 per cento, ma forse un quadro più sereno e una maggiore sensazione di governabilità può spingere alla realizzazione di interventi migliorativi per i cittadini dell’Unione europea e riavvicinare soprattutto i giovani alla politica.
I risultati delle elezioni indicano, per l’Italia che la premier Meloni rafforza i consensi a discapito delle pulsioni populiste e degli estremismi comportamentali. Alla Meloni vengono riconosciuti i miglioramenti nell’economia, la riduzione del tasso di disoccupazione e una capacità gestionale complessiva. Questo attestato di fiducia potrebbe consentire alla Premier che è sicuramente donna coraggiosa, di affrontare il vero problema del suo partito rappresentato dalla qualità non brillante dei suoi rappresentanti. Il salto di qualità sta appunto nella necessità di ampliare lo staff dirigenziale con professionalità elevate e che portino FdI a diventare un partito moderno e composto da gente preparata e affidabile. Continuando alcune riforme già iniziate come quelle che riguardano la magistratura. Un paese civile non può avere magistrati che ritengono di essere una casta intoccabile e che pretendono di cambiare il governo in carica e liberamente eletto dai cittadini con un’azione giudiziaria che mira solo alla giustizia sommaria con le condanne morali e politiche di indagati che, o non arriveranno ai processi, o che se pur processati saranno assolti.
Anche il PD festeggia il risultato, e la speranza è che all’interno di quel partito si comprenda che il vero obbiettivo di una sinistra che aspira a governare il Paese sia l’allontanamento dall’abbraccio con il partito di Conte, che tanti danni ha arrecato all’Italia e che è il principale artefice della realizzazione di un tipo di società aggressiva nei confronti degli avversari politici e fondata sull’odio e non sul confronto pacifico delle idee. Si rassegni la segretaria dem, il vero ostacolo a maggiori consensi nel Paese è l’alleanza con il partito di Conte.
Per chi crede nella democrazia parlamentare, nel confronto pacifico delle idee e nel rispetto degli individui è delle libertà individuali, il buon risultato di Forza Italia non può che essere accolto con piacere e simpatia. Forza Italia senza Berlusconi è un partito meno divisivo, al quale non si possono addossare gli errori e l’utilizzo della politica a fini personali del suo fondatore. Oggi Forza Italia senza Berlusconi è un partito di centro con politiche condivise e condivisibili e che è parte importante del Partito Popolare, ancora una volta il primo partito per consensi all’interno della Unione europea.
Con soddisfazione si riscontra l’arretramento della Lega di Salvini, che restringe sempre di più i suoi consensi a quell’area di arretramento culturale frutto del peggiore sovranismo e populismo.
Inoltre deve molto far riflettere il risultato elettorale di Calenda e Renzi, la strana coppia della politica italiana che insieme rendono inutilizzabile ai fini della governabilità circa il 7 per cento dei voti.
Prese di posizione utilitaristiche, odi e rancori personali offuscano anche quanto di pur positivo ci possa essere in alcune affermazioni dei due rissosi soggetti.
Tutti i cittadini dell’Unione Europea indicano la via della pace e della stabilità governativa come aspirazione e desiderio e con questi paletti può nascere il nuovo governo dell’Unione europea.
Domenico Salerno
