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Intimidazioni agli amministratori locali, Campania maglia nera: Napoli la provincia più colpita

In ATTUALITA', CAMPANIA, NAPOLI
Giugno 19, 2026
In sedici anni registrati 872 casi. Morra (Anci Campania): “Attaccare un sindaco significa colpire la democrazia. Servono nuove tutele e strumenti legislativi più efficaci”.

La Campania continua a fare i conti con il fenomeno delle intimidazioni e delle minacce nei confronti degli amministratori locali. Un quadro allarmante emerge dal rapporto “Amministratori sotto tiro” di Avviso Pubblico, presentato a Napoli, che fotografa una realtà preoccupante per la tenuta democratica dei territori e per la libertà di azione di sindaci, assessori e consiglieri comunali.  Secondo i dati contenuti nel dossier, negli ultimi sedici anni in Campania sono stati registrati ben 872 episodi di intimidazione nei confronti di amministratori locali. Un numero che si traduce in una media di 54,5 casi all’anno, oltre quattro al mese e circa uno ogni settimana. A detenere il primato negativo è la provincia di Napoli, risultata la più colpita dall’intera regione.  Particolarmente significativo anche il dato relativo agli ultimi dieci anni: sono stati infatti 220 i Comuni campani finiti nel mirino di minacce e tentativi di condizionamento, mentre 63 amministrazioni hanno subito episodi intimidatori per almeno tre anni consecutivi, segnale di una pressione costante e radicata sul territorio.  Nel solo 2025 si è registrato il 51 per cento dei tentativi di condizionamento attraverso intimidazioni, con 16 casi distribuiti in 11 Comuni. Numeri che confermano come il fenomeno sia tutt’altro che marginale e continui a rappresentare una minaccia concreta per chi è chiamato a governare le comunità locali. Durante la presentazione del rapporto, il presidente di Anci Campania, Francesco Morra, ha lanciato un appello alle istituzioni nazionali affinché si intervenga con maggiore decisione sul piano legislativo.  “Il tema delle intimidazioni e delle aggressioni nei confronti degli amministratori locali è oggi una questione centrale per la tenuta democratica del Paese – ha dichiarato Morra –. Un attacco a un sindaco è un attacco alla democrazia perché mira a condizionare le decisioni pubbliche e a inquinare il libero percorso delle istituzioni attraverso la paura, le pressioni e le minacce”.   Per il presidente di Anci Campania è necessario rafforzare gli strumenti di prevenzione e repressione, prevedendo anche nuove fattispecie di reato per chi tenta di influenzare o ostacolare l’azione amministrativa attraverso metodi intimidatori.  “Lo Stato deve dare una risposta chiara e forte a chi pensa di poter limitare la libertà di chi è chiamato a governare i territori”, ha aggiunto.  Morra ha inoltre richiamato l’attenzione sul tema dello scioglimento degli enti locali per infiltrazioni criminali e sulla necessità di garantire maggiore protezione agli amministratori che operano nei contesti più difficili. “Sono importanti e apprezzabili le iniziative che il Ministero dell’Interno sta portando avanti sul fronte del contrasto alle infiltrazioni e della protezione degli amministratori – ha spiegato – ma occorre fare un passo ulteriore. I sindaci devono poter contare su strumenti di tutela più efficaci, su un maggiore sostegno istituzionale e sulla certezza di non essere lasciati soli nell’esercizio delle loro funzioni”.  Il rapporto rilancia dunque una questione che va oltre la semplice cronaca e investe direttamente la qualità della democrazia italiana. Le intimidazioni agli amministratori locali non colpiscono soltanto le persone che ricoprono incarichi pubblici, ma mettono a rischio la libertà delle istituzioni e il diritto delle comunità a essere governate senza condizionamenti esterni.

di Marco Iandolo