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La Reggia diventa scuola per i futuri dirigenti dello Stato: a Caserta arrivano 111 allievi della SNA

In ATTUALITA', CAMPANIA, Caserta, IN EVIDENZA
Agosto 31, 2026
Da ottobre a febbraio il Palazzo Reale ospiterà l’undicesimo corso-concorso della Scuola Nazionale dell’Amministrazione. Un accordo che unisce alta formazione, istituzioni e territorio e che potrebbe generare importanti ricadute economiche e culturali per la città.

La Reggia di Caserta si prepara ad accogliere non soltanto visitatori, ma una nuova generazione di dirigenti della Pubblica Amministrazione. Da ottobre a febbraio, infatti, il Palazzo Reale ospiterà le attività formative dell’undicesimo corso-concorso della Scuola Nazionale dell’Amministrazione (SNA), la prestigiosa istituzione della Presidenza del Consiglio dei Ministri deputata alla formazione dei dirigenti e dei funzionari dello Stato.  Saranno 111 gli allievi selezionati dalla Commissione esaminatrice che, per cinque mesi, vivranno e studieranno a Caserta, svolgendo l’intero percorso formativo negli spazi dell’ex Quadreria della Reggia. Un risultato di particolare rilievo per il territorio, frutto dell’accordo raggiunto tra la Direzione della Reggia di Caserta e la SNA e fortemente sostenuto dal direttore generale ad interim Antonio Tarasco e dal segretario generale della Scuola, Francesco Spada. Non si tratta, dunque, di una semplice concessione di spazi. L’intesa porta dentro uno dei monumenti simbolo del patrimonio culturale italiano un pezzo significativo della formazione della futura classe dirigente del Paese. La scelta di Caserta assume così un valore che va oltre l’aspetto logistico. Per cinque mesi, 111 giovani professionisti chiamati in futuro a ricoprire ruoli di responsabilità nella macchina amministrativa dello Stato avranno l’opportunità di confrontarsi quotidianamente con la storia, l’architettura e il patrimonio culturale del territorio. Ed è proprio su questo legame con la città che insiste Antonio Tarasco. Il direttore generale ad interim della Reggia sottolinea come, nella firma dell’accordo, siano stati considerati sia gli ottimi rapporti di collaborazione istituzionale sia le possibili ricadute sociali ed economiche dell’iniziativa.  La presenza degli allievi per un periodo così lungo potrebbe infatti tradursi in una significativa opportunità per il tessuto economico cittadino: strutture ricettive, ristorazione, servizi, commercio e attività culturali potranno beneficiare della presenza continuativa di oltre cento persone che per cinque mesi avranno Caserta come luogo di studio e di vita.   Ma c’è anche un altro elemento destinato a lasciare il segno: la conoscenza del territorio.  I futuri dirigenti pubblici non si formeranno soltanto sui libri e nelle aule, ma avranno la possibilità di conoscere da vicino Caserta e la Terra di Lavoro, un territorio dalla storia complessa e da un patrimonio culturale di assoluto rilievo.   È lo stesso Tarasco a parlare di un possibile “imprinting importante” nella carriera dei futuri dirigenti pubblici. Un concetto che restituisce alla scelta della Reggia una dimensione anche culturale: formare chi domani sarà chiamato a prendere decisioni per lo Stato significa, in qualche modo, consentirgli di conoscere direttamente una parte del patrimonio e della storia del Paese che sarà chiamato ad amministrare.

Non solo formazione: cresce la collaborazione tra Reggia e SNA

L’accordo, inoltre, non si esaurisce nell’ospitalità del corso-concorso. La collaborazione tra il Ministero della Cultura e la Scuola Nazionale dell’Amministrazione si estenderà anche al personale della Reggia.  I dipendenti del Palazzo Reale potranno infatti partecipare ai corsi di aggiornamento previsti dalla direttiva Zangrillo, scegliendo tra quelli presenti nel catalogo formativo della SNA. Un’opportunità che consentirà di rafforzare le competenze interne dell’istituzione culturale attraverso percorsi specialistici dedicati a temi centrali per la Pubblica Amministrazione, dalla trasparenza alla protezione dei dati, fino alla disciplina dei contratti pubblici. Si crea così uno scambio a doppio senso: da una parte la Reggia mette a disposizione della SNA un luogo di straordinario valore storico e architettonico; dall’altra la Scuola porta a Caserta competenze, professionalità e occasioni di aggiornamento per il personale del museo.

La Reggia come luogo delle istituzioni

Per la Reggia di Caserta è anche un’ulteriore conferma di un ruolo che negli ultimi anni va assumendo una dimensione sempre più ampia. Il Palazzo Reale non è soltanto uno dei principali siti culturali italiani, ma può diventare sempre più un luogo capace di ospitare iniziative istituzionali, formative e di alta rappresentanza.  “La fase di formazione che a breve si aprirà nella prestigiosa sede per i 111 allievi – sottolinea il segretario generale della SNA Francesco Spada – sarà di fondamentale importanza nella preparazione di una nuova generazione di dirigenti chiamati a guidare l’innovazione, il cambiamento e la modernizzazione della Pubblica Amministrazione”. Parole che danno la misura dell’importanza dell’operazione. A Caserta arriveranno persone destinate a ricoprire, nei prossimi anni, incarichi di responsabilità all’interno dello Stato. E lo faranno proprio negli spazi di quella che è una delle più imponenti e rappresentative regge d’Europa.  Per la città, dunque, non sarà soltanto un corso di formazione. Sarà un’occasione per rafforzare la propria vocazione culturale e istituzionale, per generare nuove presenze sul territorio e, soprattutto, per far conoscere Caserta a chi domani potrebbe sedere ai vertici delle amministrazioni pubbliche italiane.  Da ottobre, tra le sale della Reggia, si formeranno i dirigenti dello Stato. E per cinque mesi Caserta sarà, a tutti gli effetti, una delle capitali italiane dell’alta formazione pubblica.

di Fausto Sacco