Al vertice del B7 a Roma, Marco Hannappel, presidente e amministratore delegato di Philip Morris Italia, ha posto l’accento su due cruciali direttrici strategiche per il futuro economico globale: l’implementazione dell’intelligenza artificiale (IA) e la transizione energetica. Gli argomenti, che saranno portati all’attenzione del Consiglio dei G7 tramite Emma Marcegaglia, presidente del B7, riflettono l’urgente necessità di un approccio regolamentato e competente verso queste tecnologie avanzate.
In un’era definita dalla quarta rivoluzione industriale, l’intelligenza artificiale si afferma come uno strumento di trasformazione senza precedenti. Tuttavia, Hannappel avverte della necessità di costruire un tessuto di competenze robusto, che deve estendersi dalla formazione scolastica fino al mondo del lavoro, per garantire un’interazione uomo-macchina efficiente e produttiva. La carenza di tali competenze potrebbe portare a un significativo squilibrio tra la domanda e l’offerta di forza lavoro qualificata, compromettendo la capacità delle aziende di operare efficacemente in un contesto futuro dominato dall’alta tecnologia.
Parallelamente, Hannappel ha messo in luce l’importanza della sostenibilità delle catene di valore globali, che per nazioni fortemente esportatrici come l’Italia, rivestono un ruolo determinante sia a livello comunitario che internazionale. L’integrazione delle catene di valore locali con quelle globali assume una vitalità particolare in un panorama economico che richiede una sempre maggiore interdipendenza e affidabilità negli approvvigionamenti, compresi quelli energetici. In questo quadro, il commercio internazionale deve evolversi verso modelli sostenibili che sappiano equilibrare sviluppo economico e responsabilità ambientale.
L’economia globale, cresciuta del 30% negli ultimi dieci anni malgrado instabilità geopolitica e pandemie, dimostra una resilienza notevole. Hannappel evidenzia come il G7 non sia solo un motore di propulsione per le grandi economie, ma anche un faro per altri territori e mercati emergenti nel contesto internazionale. La collaborazione e l’unione tra queste nazioni sono percepite come essenziali per mantenere una crescita economica stabile e sostenibile a lungo termine.
Queste riflessioni sposano una visione della globalità che non si limita alla mera espansione economica, ma si estende alla generazione di valore condiviso, incentrata su innovazione responsabile e integrazione tra progresso tecnologico e riguardo ecologico. L’istruzione, la formazione continua, la ricerca di nuove soluzioni sostenibili e una regolamentazione attenta si rivelano, quindi, non solo necessari ma indispensabili per un futuro in cui tecnologia e umanità possano coesistere in armonia, portando beneficio a un orizzonte sempre più ampio di stakeholder.
