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Marco Rizzo: “No a correnti di magistrati supplenti della politica. Votiamo si”

In POLITICA, REGIONI
Marzo 03, 2026
Il leader di Democrazia Sovrana e Popolare." Si tutela il popolo. La prima repubblica caduta per colpo di stato finanziario e giudiziario "

“Novemila  magistrati governano la giustizia in Italia ed ora non possono esser sorteggiati per gestire i loro avanzamenti di carriera, spostamenti e valutazioni?” Non ha usato mezzi termini Marco Rizzo, leader di Democrazia Sovrana e Popolare, per spiegare uno dei 4 si al popolo (Pace, sicurezza, referendum, sovranità popolare)  contrapposti ai  4 no “alla guerra e alla dittatura della globalizzazione selvaggia e dei mercati”” della manifestazione tenutasi a Roma domenica 1 marzo, a partire dalle ore 15- Via Cavour Centro  “Il nostro SI convinto al referendum- ha spiegato-  è un atto di servizio alla politica e all’Italia massacrata dall’UE a partire dalla fine della prima Repubblica. Il Paese  merita di meglio di ricchi ereditieri senza visione che aspettano soltanto di intascare dividendi. Merita una gavetta vera, non Vicepresidenti di Regione di poco più di vent’anni, nominati per fedeltà al nuovo Granduca di Toscana, Giani.  Merita che lo scambio di favori con ex Presidenti del consiglio a cui tutti si sono inchinati servilmente non sortisca l’effetto di nominare di Maio inviato speciale nel Golfo dell’Unione Europea. Merita che la politica non sia un minuetto, un inchino, una mano sulla spalla del più potente sul solerte servo in cerca di un’investitura che lo legittimi nel suo ruolo di paggio di corte. Merita di meglio di segretari della CGIL come Landini prono di fronte a Mario Draghi, degli ossequi attenti di Tajani, un ministro degli esteri quasi inginocchiato accanto ad Elon  Musk. Non è soltanto forma. Decenni fa la politica aveva un senso. Oggi è decaduta anche per i processi-spettacolo, per esistenze sottoposte a gogna di singoli cittadini, per partiti fatti fuori da un colpo di stato giudiziario che ha svenduto alle forze finanziarie il patrimonio politico-culturale della nazione. Una volta la politica era una cosa seria. Non era soltanto forma. Il mio amico Nerio Nesi mi raccontava che Craxi faceva aspettare almeno mezz’ora Gianni Agnelli nell’anticamera di Palazzo Chigi, per ricordargli che i poteri economici finanziari non possono ricattare gli interessi collettivi e chi li rappresenta. Ed è per questo che rifiutiamo l’invadenza di agenzie correntizie, in seno al CSM,   che hanno svolto e spesso continuano a svolgere un’indebita supplenza dell’azione politica, coadiuvate da una rumorosa grancassa mediatica.”

dalla redazione