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Mercati in Cauta Ascesa: Le Borse Europee e l’Impatto delle Elezioni USA

In ECONOMIA
Novembre 04, 2024

Le piazze finanziarie europee manifestano una moderata crescita, in un clima di prudenziale ottimismo, mentre l’orizzonte politico statunitense si prepara ad accogliere il fatidico giorno delle elezioni. Il recente guadagno di popolarità da parte della candidata Kamala Harris sembra offrire una brezza di rinnovata speranza agli investitori, inducendoli a distaccarsi dalle ardite scommesse sul perpetuarsi dell’era Trump. Tuttavia, l’esito ancora avvolto nel mistero invita alla cautela.

A livello locale, i mercati reagiscono positivamente alla situazione politica transatlantica: la Borsa di Londra sale dello 0,6%, mentre Parigi e Milano guadagnano un modesto 0,4% e Francoforte appena lo 0,1%. Movimenti analoghi si evidenziano anche oltreoceano, dove l’indice tecnologico Nasdaq mostra un incremento dello 0,4% e l’S&P 500 del 0,2%.

Le tensioni legate all’esito elettorale si riflettono pure sul fronte monetario e su quello delle materie prime. I rendimenti dei Treasury statunitensi calano significativamente, indicando un ribasso di dieci punti base, un’inversione di tendenza dopo il rialzo spinto dalle speculazioni di una riconferma di Trump e delle sue politiche fiscalmente espansive. In questo quadro, il Btp italiano rimane stabile al 3,67%, con uno spread che si restringe lievemente a 125 punti base con il Bund tedesco.

Sul fronte aziendale, a Piazza Affari spiccano le salite di Diasorin (+1,4%), Saipem (+1,1%) e Ferrari (+0,9%), mentre si registrano contrazioni per Amplifon (-1,1%) e Iveco (-1%). Il settore energetico segnala una crescita (+2,5%) rinvigorita dal posticipo, da parte dell’Opec+, dell’aumento della produzione di petrolio; il Wti, in particolare, scala a 71,3 dollari al barile.

In contrapposizione, l’oro perde lo 0,4%, attestandosi a 2738 dollari l’oncia, mentre il dollaro deprezzandosi dello 0,6% rispetto all’euro a quota 1,09. Anche il bitcoin mostra una flessione dello 0,4%, scivolando a 68.800 dollari, sintomo del rallentamento del cosiddetto ‘Trump trade’ che sembra perdere il suo impulso originario.

In questo clima di cauta aspettativa, le economie europee si mostrano resilienti ma consapevoli della possibile volatilità derivante dai risultati elettorali americani. Gli investitori rimanogli occhi puntati sulle strategie della Fed e della Banca d’Inghilterra, che si apprestano a tagliare i tassi di interesse di 25 punti base, in un tentativo di mantenere l’equilibrio economico in un periodo globalmente instabile.

Questa settimana solleva dunque cruciali interrogativi sul futuro dell’economia globale, sugli equilibri geopolitici e sulla solidità dei mercati finanziari, riflettendo l’interconnessione sempre più stretta tra politica ed economia in uno scenario internazionale intricato.