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Monteforte Irpino, Comune in rosso, la relazione della Commissione straordinaria fotografa il disastro finanziario.

In AVELLINO, CAMPANIA, POLITICA
Settembre 25, 2025
La vicenda di Monteforte Irpino diventa così emblematica di come l’intreccio tra mala gestione amministrativa e condizionamenti esterni possa scaricare i propri costi direttamente sulla comunità locale.

“Una gestione contraria ai principi contabili e un eccessivo ricorso ad entrate vincolate per coprire le spese correnti, oltre alla tardività nei pagamenti, con conseguente aggravio di interessi e sanzioni a carico dell’ente”. È questo uno dei passaggi più significativi della relazione presentata al Parlamento dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi sulla situazione del Comune di Monteforte Irpino, sciolto nei mesi scorsi per infiltrazioni e condizionamenti mafiosi.   Il documento, frutto del lavoro della terna commissariale guidata dal prefetto Rosalba Scialla insieme al dottor Salvatore Guerra e al dottor Raffaele Barbato, insediati alla guida dell’ente dal marzo 2024, non lascia spazio a interpretazioni: la condizione economico-finanziaria del Comune è “particolarmente critica”.   A pesare, oltre al mancato rispetto delle regole contabili, è l’elevato numero di debiti fuori bilancio e la mancata approvazione del bilancio di previsione 2024/2026, insieme ai rendiconti degli esercizi finanziari 2022 e 2023. Una gestione opaca che ha prodotto effetti devastanti sui conti.  Secondo i dati forniti dalla Commissione, l’ente registra un disavanzo di 10.388.338,63 euro. Tra le cause principali, l’alta evasione tributaria e il mantenimento oltre i termini di prescrizione di ingenti residui attivi, elementi che hanno condotto a una situazione di squilibrio strutturale.   Di fronte a questo scenario, il 16 ottobre scorso l’organo straordinario ha deliberato il ricorso al piano di riequilibrio finanziario pluriennale, previsto dall’art. 243-bis del Testo Unico degli Enti Locali. Un atto necessario per tentare di risanare i conti e scongiurare il dissesto.   Le conseguenze per i cittadini non tarderanno a farsi sentire: le aliquote IMU e addizionale IRPEF sono state innalzate, mentre è stata ridotta la quota di compartecipazione comunale ai servizi a domanda individuale. In altre parole, più tasse e meno agevolazioni sui servizi, in un quadro già reso difficile dalla crisi di fiducia generata dallo scioglimento per infiltrazioni mafiose. La vicenda di Monteforte Irpino diventa così emblematica di come l’intreccio tra mala gestione amministrativa e condizionamenti esterni possa scaricare i propri costi direttamente sulla comunità locale. Un monito che, ancora una volta, chiama in causa il tema della legalità e della responsabilità nella gestione della cosa pubblica.

di Marco Iandolo