Poche sedie occupate, molti problemi sul tavolo. Il Consiglio comunale riunito in prima convocazione si è svolto questa sera in un clima quasi surreale: scarsa la presenza dei cittadini, ma altissima la posta in gioco. Dietro i numeri delle delibere e delle votazioni si nasconde infatti una realtà difficile, segnata da conti in sofferenza e da sacrifici sempre più pesanti richiesti alla comunità. Dopo l’approvazione dei verbali della seduta precedente, il sindaco Siricio ha illustrato le linee programmatiche di mandato, ripercorrendo gli impegni assunti durante la campagna elettorale. Un intervento lungo e articolato, ma soprattutto segnato da un passaggio inevitabile: la situazione finanziaria dell’ente, definita senza mezzi termini “molto complessa”. Il Comune esce da oltre venti mesi di commissariamento per infiltrazioni mafiose, un periodo che ha lasciato cicatrici profonde non solo sul piano istituzionale ma anche su quello economico. Oggi i conti raccontano una storia fatta di disavanzi consistenti e margini ridotti al minimo. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: tasse più alte e servizi più limitati. È questo il punto che pesa maggiormente sulle famiglie. Negli ultimi mesi la pressione fiscale è cresciuta sensibilmente e molti cittadini si trovano a fare i conti con bollette e tributi locali sempre più onerosi. IMU, addizionali e tariffe comunali rappresentano ormai una voce significativa nei bilanci domestici, mentre i servizi disponibili non sempre riescono a compensare gli sforzi richiesti. La fascia tricolore ha parlato apertamente di una fase che richiederà rigore e responsabilità, parole che suonano come una promessa ma anche come un avvertimento. Senza un risanamento serio – ha spiegato – non sarà possibile rilanciare il territorio. Tra le priorità indicate dall’amministrazione figurano la trasparenza come principio guida di ogni atto pubblico, la sicurezza e la tutela della salute, con particolare attenzione alla prevenzione. Spazio anche ad ambiente, cultura e turismo, considerati possibili motori di sviluppo, insieme alle politiche giovanili e al sostegno all’economia locale. Particolare rilievo avrà la pianificazione territoriale. Il nuovo Piano Urbanistico Comunale dovrà puntare sulla rigenerazione urbana e sulla riduzione del consumo di suolo, accompagnata da una semplificazione delle procedure amministrative. Centrale anche la digitalizzazione dell’ente, vista come uno strumento per migliorare i servizi e rendere più trasparente il rapporto con i cittadini. Non sono mancate le tensioni politiche. La minoranza, rappresentata dal capogruppo Rosa De Sapio e dai consiglieri Paolo De Falco e Martino Santulli, che hanno votato contro le linee programmatiche, mentre la maggioranza ha espresso un sostegno compatto. Un segnale di divisione che riflette visioni diverse su come affrontare una fase considerata tra le più difficili degli ultimi anni. Via libera invece al programma triennale dei lavori pubblici, sul quale l’opposizione ha scelto l’astensione. Gli interventi previsti per l’anno in corso comprendono la manutenzione delle strade comunali e della Casa della Cultura, l’adeguamento del depuratore e opere urgenti di messa in sicurezza del territorio, dalle briglie del torrente dei Monaci alle vasche di laminazione nelle aree Gaudi, fino agli interventi sull’alveo Cognoli. I progetti saranno coordinati dal responsabile unico Antonio Riccio. Ma al di là delle opere previste e delle strategie illustrate, resta un dato che pesa come un macigno: il Comune deve fare i conti con risorse limitate e con una situazione finanziaria fragile, che obbliga l’amministrazione a scelte difficili. Il Consiglio si è chiuso con la comunicazione del sindaco Siricio della candidatura della consigliera Katia Renzulli al Consiglio provinciale e nella lista “Proposta Civica”, sostenuta dalla maggioranza. Fuori dall’aula, però, resta la vera domanda che attraversa il paese: quanto ancora dovranno stringere la cinghia i cittadini prima che i conti tornino in equilibrio? Per molti la sensazione è che il prezzo più alto della crisi non sia nei documenti contabili, ma nelle tasche di chi ogni mese deve fare i conti con imposte sempre più pesanti.
di Marco Iandolo

