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Monteforte Irpino, Mazzola resta ai domiciliari, il Riesame esclude il legame con i clan Russo e Licciardi.

In AVELLINO, CAMPANIA, CRONACA
Dicembre 06, 2025
Accolta solo in parte l’istanza della difesa: cade l’aggravante mafiosa, confermati i gravi indizi sull’associazione per scommesse illegali

Il Tribunale del Riesame di Napoli ha confermato gli arresti domiciliari per Giovanni Mazzola, candidato alle ultime elezioni amministrative di Monteforte Irpino, ma ha escluso l’aggravante che lo collegava ai clan camorristici Russo e Licciardi. La decisione accoglie solo in parte il ricorso dei suoi legali, gli avvocati penalisti Gaetano Aufiero e Luca Pellecchia.  L’ordinanza originaria, firmata dal Gip Isabella Iaselli del Tribunale di Napoli, era stata eseguita dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna nell’ambito di un’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, coordinata dai pm Henry John Woodcock e Vincenzo Toscano. L’indagine ha coinvolto complessivamente 44 presunti appartenenti al clan Russo di Nola. Secondo l’accusa, Mazzola avrebbe partecipato a un’associazione dedita alla raccolta clandestina di scommesse sportive e alla gestione di giochi online tramite piattaforme illegali, attività ritenute riconducibili al clan Russo in collaborazione con esponenti del clan Licciardi. I giudici del Riesame hanno però ritenuto non sufficienti gli elementi che dimostrerebbero la consapevole finalità di agevolare i sodalizi camorristici, eliminando così l’aggravante mafiosa. Restano invece confermati i gravi indizi relativi alla partecipazione al sistema illecito di scommesse, motivo per cui Mazzola resta ai domiciliari. Nella stessa udienza, il Riesame ha disposto l’annullamento della misura cautelare nei confronti di Rosina Lombardi, moglie di Antonio Russo, considerato a capo del gruppo. Russo, invece, resta detenuto in carcere. Anche Lombardi era assistita dall’avvocato Aufiero.

di Marco Iandolo