Dopo un periodo di relativa tregua, la terra torna a tremare nei Campi Flegrei. Nella serata di ieri e nelle prime ore della notte si è registrato un nuovo sciame sismico, con tre eventi distinti che hanno riacceso l’attenzione sull’area vulcanica più monitorata d’Europa. Secondo i dati forniti dall’INGV, le prime due scosse, di magnitudo 2.8 e 2.3, sono avvenute a pochi secondi di distanza poco dopo le 23. La terza, leggermente più debole, di magnitudo 2.0, è stata registrata pochi minuti prima delle 00:30. I movimenti tellurici, con ipocentro a circa tre chilometri di profondità, sono stati chiaramente avvertiti dalla popolazione in tutta l’area dei Campi Flegrei e anche nei quartieri occidentali di Napoli, dove in molti hanno segnalato vibrazioni, boati e oscillazioni di lampadari e infissi. Dall’Osservatorio Vesuviano arriva però un elemento che invita alla cautela ma anche alla prudente fiducia: dall’inizio di febbraio si registra una diminuzione della velocità di sollevamento del suolo, uno dei principali indicatori del fenomeno del bradisismo che caratterizza l’area flegrea. Un dato che, pur non eliminando i rischi, segnala una fase meno intensa rispetto ai picchi registrati nei mesi precedenti. Al momento non si segnalano danni a persone o edifici, ma come da protocollo i Comuni dell’area hanno attivato le procedure di monitoraggio e verifica delle strutture, mantenendo alta l’attenzione su una zona che da anni convive con una situazione geologica in continua evoluzione. I Campi Flegrei restano così sotto stretta osservazione, in un equilibrio delicato tra normalità quotidiana e la consapevolezza di vivere sopra uno dei sistemi vulcanici più complessi e studiati al mondo. Una convivenza fatta di dati scientifici, prevenzione e, inevitabilmente, di qualche notte insonne.
dalla redazione

