Quasi metà delle donne fatica a conciliare vita e lavoro: serve un Welfare 5.0, dice Pieragostini.

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Gennaio 15, 2026
Secondo la Relazione annuale 2024, il 46,9% delle lavoratrici segnala difficoltà legate alle condizioni aziendali. La CEO di Dami propone ambienti di lavoro inclusivi e servizi su misura per il benessere dei dipendenti.

Conciliare lavoro e vita privata resta una sfida per quasi metà delle donne italiane. Lo conferma la Relazione annuale sulle convalide delle dimissioni e risoluzioni consensuali delle lavoratrici madri e dei lavoratori padri, secondo cui il 46,9% delle donne segnala difficoltà derivanti dalle condizioni e dall’organizzazione del lavoro. Per Elisabetta Pieragostini, CEO di Dami e Presidente della Sezione Accessoristi di Confindustria Fermo, la soluzione è un Welfare 5.0, un modello che considera il lavoratore non come semplice “risorsa”, ma come persona nella sua interezza.   “È necessario creare ambienti di lavoro equi, inclusivi e sicuri, dove le esigenze produttive siano integrate con il benessere dei dipendenti”, spiega Pieragostini. “Servono servizi su misura, dalla consulenza psicologica alla formazione emotiva e comunicativa, fino a sistemi per prevenire stress e burnout, accompagnati da leadership consapevoli. ”L’imprenditrice marchigiana propone anche un modello normativo volontario, un “Inclusion Act”, ispirato a esperienze internazionali in Scandinavia, Giappone e Canada. L’obiettivo è rendere l’inclusione sociale e il rispetto dei diritti individuali parte integrante delle politiche pubbliche.   Secondo Pieragostini, il riconoscimento della felicità individuale e collettiva, misurata attraverso gli indicatori BES dell’ISTAT, potrebbe diventare il prerequisito per costruire ambienti di lavoro più sani e sostenibili.   “Le buone pratiche aziendali non solo favoriscono la produttività, ma rappresentano un modello per armonizzare esigenze professionali e personali, mettendo al centro la persona”, conclude Pieragostini.   Con un’Italia in cui il divario tra vita privata e lavoro continua a pesare sulle donne, il Welfare 5.0 potrebbe rappresentare un passo decisivo verso ambienti più inclusivi e soddisfacenti per tutti i lavoratori.

di Marco Iandolo