Il disegno di legge delega per la revisione del Testo unico dell’edilizia (Tue) approda questo pomeriggio sul tavolo del Consiglio dei ministri. È un intervento atteso da professionisti, imprese e amministrazioni locali, che punta a ridisegnare l’intero impianto normativo del settore attraverso quattro direttrici: semplificazione delle procedure, digitalizzazione, superamento della frammentazione regionale e riordino dei titoli edilizi. Nelle scorse settimane si era parlato anche della possibilità di introdurre una sanatoria agevolata per gli abusi edilizi definiti “storici”, cioè realizzati prima della legge ponte del 1967, che ha rappresentato il passaggio alla moderna disciplina urbanistica. Una voce che aveva suscitato un vivace dibattito politico e tecnico. Oggi, però, è lo stesso Ministero delle Infrastrutture (Mit) a spegnere ogni ipotesi di condono. In una nota diffusa in mattinata, il dicastero precisa: “La legge delega sull’edilizia e le costruzioni che oggi sarà in Consiglio dei ministri non interviene in alcun modo sugli abusi del passato. L’obiettivo della riforma è offrire al settore un Codice fondato su regole chiare e semplici, per evitare che in futuro, sulle ambiguità normative, possano nascere contenziosi come quello che oggi interessa il Comune di Milano”. La riforma, dunque, si configura come un’operazione di razionalizzazione e aggiornamento delle norme, più che come un intervento sanatorio. L’obiettivo dichiarato è quello di costruire un quadro normativo più lineare e uniforme, riducendo margini di interpretazione e incertezze che, negli anni, hanno favorito il proliferare di ricorsi e conflitti tra enti e privati. Il nuovo Codice dell’edilizia dovrebbe vedere la luce nei prossimi mesi, una volta completato l’iter della delega e dei decreti attuativi. Per ora, il Governo ribadisce una linea chiara: nessun condono, ma più semplicità e trasparenza.
di Fausto Sacco
