
Dopo oltre tre decenni di frammentazione politica e culturale, il mondo degli ex democristiani torna a confrontarsi. È questo il messaggio lanciato da Gianfranco Rotondi nel corso dell’Assemblea degli esterni Dc, un appuntamento che segna simbolicamente una riapertura del dialogo tra le diverse anime eredi della Democrazia Cristiana. “La notizia è che dopo 32 anni i democristiani tornano a parlarsi”, ha dichiarato Rotondi, sottolineando come questo confronto possa rappresentare un segnale positivo per il panorama politico italiano. Un ritorno al dialogo che, secondo il promotore dell’iniziativa, può riportare al centro un linguaggio fatto di “concretezza e serenità”, caratteristiche che per decenni hanno contraddistinto l’azione politica della tradizione democristiana. L’evento si è caricato anche di un forte valore simbolico e umano con la celebrazione della Santa Messa, in suffragio di Paolo Cirino Pomicino, figura storica della Prima Repubblica e protagonista di una stagione politica segnata profondamente dalle vicende di Tangentopoli. La funzione religiosa, officiata da don Patrizio Coppola, ha rappresentato un momento di raccoglimento e memoria condivisa. A seguire, la sessione conclusiva dell’assemblea ha visto gli interventi di esponenti di rilievo come Mara Carfagna ed Enzo Scotti, a testimonianza della volontà di costruire un ponte tra generazioni e percorsi politici diversi. Un confronto che non guarda soltanto al passato, ma che prova a interrogarsi sul ruolo che una rinnovata cultura centrista potrebbe avere nell’Italia di oggi. A distanza di 32 anni dalla fine della Democrazia Cristiana, il tentativo di ricomporre un dialogo tra i suoi eredi non appare come un’operazione nostalgica, ma piuttosto come un laboratorio politico e culturale. Un segnale, forse, di una possibile ricostruzione di un’area moderata capace di incidere nuovamente nel dibattito pubblico nazionale.
di Marco Iandolo





