L’assegnazione dei docenti alle classi e ai plessi è una delle questioni più delicate nella gestione di una istituzione scolastica. Una materia che, dietro una decisione apparentemente organizzativa, coinvolge equilibri professionali, continuità didattica e rapporti tra dirigente scolastico e organi collegiali. A richiamare l’attenzione sul tema è Politeia Scuola, che ricorda come l’assegnazione dei docenti alle classi debba avvenire nel rispetto di un preciso quadro normativo e dei criteri generali definiti dagli organi collegiali. Secondo quanto evidenziato dall’associazione sindacale, il riferimento è innanzitutto al D.Lgs. 297/1994, che attribuisce al Consiglio d’Istituto il compito di fissare i criteri generali relativi all’assegnazione dei docenti alle classi, mentre al Collegio dei docenti spetta formulare le relative proposte. Il dirigente scolastico, dunque, non opererebbe in un vuoto decisionale, ma all’interno di un percorso nel quale assumono rilievo le determinazioni degli organi collegiali.
Il dirigente può discostarsi dai criteri?
È questo uno dei punti più delicati evidenziati nella nota. Politeia Scuola richiama una pronuncia del Consiglio di Stato, Sezione VI, n. 145/1995, secondo la quale il dirigente può discostarsi dai criteri adottati dagli organi collegiali soltanto in presenza di situazioni eccezionali e attraverso una motivazione adeguata. Una precisazione che assume particolare importanza ogni volta che, all’inizio dell’anno scolastico, vengono definiti gli organici e distribuiti i docenti tra classi e plessi. La questione non riguarda soltanto l’organizzazione interna della scuola. Le decisioni di assegnazione possono infatti incidere sulla continuità didattica, sull’equilibrio dei gruppi classe e sulle condizioni di lavoro del personale.
Una materia considerata a rischio
La delicatezza della procedura è confermata, secondo quanto riportato da Politeia Scuola, anche dall’attenzione dedicata alla materia dall’Autorità Nazionale Anticorruzione. L’ANAC, nella Delibera n. 430/2016, ha infatti ricompreso l’assegnazione del personale docente tra i processi delle istituzioni scolastiche meritevoli di particolare attenzione sotto il profilo del rischio corruttivo. Un richiamo che rende ancora più importante la trasparenza delle procedure, la predeterminazione dei criteri e la motivazione delle eventuali deroghe.
Il ruolo della contrattazione d’istituto
Un altro aspetto sottolineato dalla nota riguarda il ruolo della contrattazione integrativa. Politeia Scuola ricorda che, dopo il D.Lgs. 150/2009, l’assegnazione dei docenti alle classi non rientra più tra le materie oggetto di contrattazione d’istituto, ma è stata ricondotta nell’ambito del confronto sindacale. Il riferimento attuale indicato dall’associazione è l’articolo 30, comma 9, lettera b2, del CCNL 2024. La distinzione è tutt’altro che formale: significa separare le competenze proprie della dirigenza da quelle attribuite alla contrattazione e agli altri organi della scuola.
La questione dei plessi fuori comune
Diversa, invece, sarebbe la situazione quando si tratta di assegnare personale a un plesso situato in un comune diverso da quello nel quale è ubicata la sede di organico. In questo caso, Politeia Scuola richiama le disposizioni della contrattazione collettiva sulla mobilità, citando il CCNI 2022/2025, con particolare riferimento all’articolo 3, comma 5, per il personale docente e all’articolo 48, comma 1, per il personale ATA. Si tratta di una distinzione importante, perché spesso nel dibattito scolastico vengono sovrapposte due questioni differenti: l’assegnazione del docente alla classe e quella del personale al plesso.
Trasparenza e motivazione al centro
Il punto centrale della nota di Politeia Scuola è dunque quello della necessità di garantire criteri chiari, procedure trasparenti e decisioni adeguatamente motivate. L’assegnazione dei docenti non può essere considerata una semplice questione burocratica. È una scelta che può avere conseguenze dirette sull’organizzazione didattica e sulla vita professionale del personale scolastico. Per questo, secondo l’associazione, diventa fondamentale conoscere in anticipo i criteri adottati dal Consiglio d’Istituto, verificare il ruolo svolto dal Collegio dei docenti e comprendere le motivazioni alla base di eventuali scelte differenti rispetto ai criteri stabiliti. Un tema che, con l’avvicinarsi di ogni nuovo anno scolastico, torna puntualmente al centro dell’attenzione e che richiama una questione più generale: quanto più una decisione incide sull’organizzazione della scuola e sui diritti del personale, tanto più deve essere trasparente, tracciabile e adeguatamente motivata.
di Marco Iandolo

