Le prossime giornate di mercoledì 6 e giovedì 7 maggio si preannunciano particolarmente complesse per il mondo della scuola italiana. Diverse sigle sindacali hanno infatti proclamato uno sciopero nazionale che coinvolgerà personale docente, personale ATA e dirigenti scolastici, con possibili ripercussioni sul regolare svolgimento delle lezioni. Al centro della protesta vi sono, in particolare, le prove Invalsi, previste proprio in quei giorni per la scuola primaria (classi seconde e quinte), e la contestata riforma degli istituti tecnici, giudicata da una parte del personale scolastico non condivisibile. Secondo quanto comunicato dalle organizzazioni sindacali, l’astensione dal lavoro sarà accompagnata da diverse iniziative pubbliche e manifestazioni. Tra queste, è prevista una mobilitazione nella mattinata del 6 maggio alle ore 10 davanti al Ministero dell’Istruzione, a Roma, dove si concentreranno rappresentanti e lavoratori del settore per esprimere le proprie rivendicazioni. Le conseguenze dello sciopero potrebbero variare da istituto a istituto: in alcune scuole le attività didattiche potrebbero svolgersi regolarmente, mentre in altre si potrebbero registrare sospensioni delle lezioni o riduzioni dell’orario scolastico, soprattutto in relazione all’adesione del personale. Resta dunque alta l’attenzione da parte di famiglie e studenti, in attesa delle comunicazioni ufficiali da parte dei singoli istituti scolastici, che nelle prossime ore chiariranno l’organizzazione delle attività durante le giornate di mobilitazione.
di Fausto Sacco

