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Sorrento, appalti pilotati: arrestati l’ex sindaco Massimo Coppola e il “sensitivo” Raffaele Guida.

In CAMPANIA, CRONACA, NAPOLI
Luglio 17, 2025
Indagini della Guardia di Finanza di Torre del Greco: al centro dell’inchiesta 14 capi d’accusa. Coppola si sarebbe affidato a un sedicente veggente per valutare persone e situazioni.

Un intreccio tra politica, appalti pubblici e pratiche esoteriche: è questo lo scenario che emerge dall’inchiesta condotta dalla Guardia di Finanza di Torre del Greco, che ha portato all’arresto dell’ex sindaco di Sorrento, Massimo Coppola, e di Raffaele Guida, noto anche come “Lello il sensitivo”.  Secondo gli inquirenti, Coppola si sarebbe avvalso per anni dei “poteri” di Guida, ricorrendo alla lettura delle carte per ottenere rassicurazioni sulle persone con cui interagiva nel contesto politico e amministrativo. Una relazione che risalirebbe ai tempi dell’università, quando l’ex primo cittadino frequentava l’abitazione del sensitivo a Santa Maria a Vico, nel Casertano.  Entrambi sono accusati di gravi irregolarità nell’assegnazione di appalti pubblici. La Procura di Torre Annunziata contesta ai due tutti e 14 i capi di imputazione. Guida, secondo gli atti, sarebbe stato un fiduciario e intermediario tra Coppola e alcuni imprenditori, favorendo determinati soggetti nella gestione delle gare.  Durante l’interrogatorio di garanzia davanti al gip Maria Concetta Criscuolo, né Coppola (assistito dall’avvocato Giovanbattista Pane) né Guida (difeso da Valerio Alfonso Stravino) hanno risposto alle domande, scegliendo di avvalersi della facoltà di non rispondere. Nessuna dichiarazione spontanea è stata rilasciata. Entrambi si difenderanno davanti al Tribunale del Riesame.  Coinvolti anche altri quattro indagati: Luigi Todisco (difeso dall’avvocato Gennaro Somma) e due cugini omonimi, Aniello Vanacore, di 32 e 43 anni (difesi da Francesco Cappiello), ritenuti rappresentanti di società implicate nell’inchiesta.  Il gip ha disposto il carcere per sei indagati. La maggior parte è detenuta a Poggioreale, mentre uno è stato trasferito in un istituto di pena in Lombardia. Per questi ultimi sono attesi nuovi interrogatori nella giornata di domani. L’indagine, ancora in corso, accende i riflettori su un presunto sistema clientelare e su dinamiche decisamente inusuali nei rapporti tra istituzioni pubbliche e soggetti privati.

di Marco Iandolo