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Trasnova annuncia licenziamenti, cresce il dissenso sindacale e politico

In ECONOMIA
Dicembre 06, 2024

In un contesto economico turbolento per il settore automobilistico, la Trasnova ha annunciato il licenziamento di 97 operai nei propri stabilimenti subappaltati da Stellantis, nelle località di Pomigliano d’Arco, Mirafiori, Cassino e Melfi. Questa mossa ha scatenato immediate reazioni sindacali, con proteste accese e blocchi nei punti nevralgici della produzione.

Stellantis, nel frattempo, evidenzia un cambiamento di rotta significativo specialmente dopo la recente uscita di Carlos Tavares dalla direzione. Un segnale di questa nuova direzione è il rientro nel 2024 nell’Acea, l’Associazione Europea dei Costruttori di Automobili, dimostrando una volontà di collaborazione più stretta con le altre realtà del settore per migliorare le strategie di mobilità sostenibile.

Tuttavia, la decisione di non rinnovare la commessa a Trasnova, che gestiva la logistica e il trasporto delle auto finite, ha portato alla drastica decisione di tagliare parte del personale. Da notare che il totale degli interessati dai tagli, sommando gli impiegati indiretti, è stimato dai sindacati intorno ai 400 lavoratori.

La tensione si è acuita ulteriormente quando i lavoratori hanno iniziato a bloccare gli ingressi alle fabbriche, causando uno stop forzato della produzione di Stellantis al sito di Pomigliano d’Arco. Tale azione ha catalizzato l’attenzione non solo dei media, ma anche di esponenti politici di spicco. Tra loro, Giuseppe Conte del Movimento 5 Stelle e la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, che hanno espresso netta contrarietà ai licenziamenti, considerati “inaccettabili”, specialmente in prossimità delle festività natalizie.

La situazione ha guadagnato spessore politico con interventi a diversi livelli. Il vicepremier Antonio Tajani ha sollecitato Stellantis a continuare gli investimenti in Italia e a non chiudere gli impianti produttivi. L’eco di questa richiesta è stato rafforzato dalla pressione di Chiara Appendino, vicepresidente del Movimento 5 Stelle, la quale ha portato la questione all’attenzione del Parlamento, sollecitando responsabilità dirette da parte di John Elkann, a capo di Stellantis.

Il prossimo incontro del 10 dicembre presso il Ministero dell’Industria con i rappresentanti di Trasnova, Stellantis e dei sindacati si preannuncia decisivo. L’obiettivo è chiarire il futuro occupazionale dei lavoratori e discutere potenziali strategie per mitigare l’impatto dei licenziamenti. Si spera, inoltre, che il successivo dialogo del 17 dicembre, convocato dal ministro Adolfo Urso, possa portare a soluzioni concrete.

In conclusione, il caso di Trasnova è emblematico delle sfide che il settore automotive italiano sta affrontando in termini di gestione delle risorse umane e adattamento a un mercato in rapida evoluzione. Le risposte di Stellantis nelle prossime settimane saranno cruciali non solo per i lavoratori direttamente coinvolti, ma per l’intero tessuto industriale del Paese.