L’Aula del Senato ha dato il proprio assenso alla realizzazione delle opere infrastrutturali necessarie per i Giochi olimpici e paralimpici invernali di Milano-Cortina 2026. Con un totale di 81 voti favorevoli, il decreto ha passato il vaglio dell’aula senatoriale, segnando un altro passo fondamentale verso l’organizzazione dell’evento sportivo internazionale che si terrà in Italia.
Proprio in vista della rassegna olimpica e paralimpica, si rende urgente lo sviluppo di infrastrutture atte a sostenere l’afflusso di atleti, turisti e professionisti del settore, garantendo al contempo un elevato standard in termini di mobilità e sicurezza. Il progetto ambisce anche a catalizzare lo sviluppo economico delle regioni coinvolte, oltre a promuovere il turismo e un’eredità sportiva e culturale duratura.
Nonostante il via libera, il clima in Senato non è stato esente da contrasti. I voti contrari sono stati 20, mentre si sono registrati 31 astenuti. Il fronte di maggioranza ha sostenuto con convinzione la misura, tuttavia gruppi come il Partito Democratico (Pd), Italia Viva (Iv), e Azione (Az) hanno scelto la strada dell’astensione. Al contrario, il Movimento 5 Stelle (M5s) e Azione Verde Socialista (Avs) hanno espresso un chiaro dissenso, votando contro il decreto.
Il dibattito parlamentare ha evidenziato diverse preoccupazioni, dal rispetto dei tempi e dei costi preventivati, agli impatti ambientali dei lavori, fino alla trasparenza nella gestione dei fondi pubblici. Tuttavia, i promotori del decreto hanno ribadito l’importanza strategica delle Olimpiadi come volano di innovazione e rilancio, sottolineando che i lavori previsti si ispirano ai principi di sostenibilità e integrazione territoriale.
Con la luce verde del Senato, il decreto attende ora le successive fasi legislative. La strada per Milano-Cortina 2026 appare tuttavia tracciata: l’Italia si appresta a lavorare a un grande appuntamento con lo sport mondiale, decisa a presentare al mondo il volto migliore di due delle sue regioni più iconiche. Nel frattempo, il dibattito politico e la vigilanza sull’avanzamento dei lavori rimarranno focolai attivi di un dialogo democratico che accompagnerà l’intero percorso olimpico.
