In un’intervista recente al Corriere della Sera, Angela Merkel, ex cancelliera tedesca, ha affrontato una serie di temi che toccano il cuore della politica internazionale europea e i rapporti bilaterali con l’Italia, smentendo alcune delle congetture più persistenti e discutendo apertamente delle sue relazioni con vari leader italiani e internazionali.
Contrariamente alle voci che l’hanno vista protagonista, Merkel ha categoricamente negato di aver influenzato la caduta politica di Silvio Berlusconi. Con fermezza, ha dichiarato di non essersi mai immischiata negli affari interni italiani, un principio che ha sempre guidato la sua politica estera. L’ex cancelliera ha ricordato come il contesto interno di un Paese sia decisivo nei cambiamenti di governo, piuttosto che le pressioni esterne, ponendo l’accento sulla sovranità nazionale.
Analizzando le sue interazioni con altri premier italiani, Merkel ha descritto la varietà di rapporti costruiti durante il suo mandato. La sua collaborazione con Romano Prodi è stata improntata sul rispetto reciproco, specialmente per l’ambizioso progetto di ampliamento verso est dell’Unione Europea. Con Berlusconi, invece, ha ribadito una sorprendente cordialità nelle relazioni, spesso misconosciuta dal pubblico, che ha facilitato importanti compromessi europei durante la crisi dell’euro.
Il periodo di Mario Monti è stato particolarmente apprezzato per la sua competenza economica e la cautela nei confronti del potenziamento della Germania, mentre con Matteo Renzi e Paolo Gentiloni, la Merkel ha trovato terreno comune nel promuovere riforme e celebrare l’integrazione europea. La collaborazione con Giuseppe Conte e Mario Draghi, emergendo durante la pandemia e i relativi summit G20, ha evidenziato una fiducia reciproca e una comune dedizione per la stabilità economica e sanitaria europea.
Un elemento saliente dell’intervista è stata la discussione sulla relazione dell’ex cancelliera con il presidente della BCE, Mario Draghi, in particolare riguardo al concetto di “whatever it takes”. Merkel ha sottolineato un forte allineamento con Draghi sulla necessità di mantenere una netta separazione tra le politiche economiche e le decisioni delle banche centrali.
In campo internazionale, Merkel ha condiviso le sue preoccupazioni riguardo la Russia di Putin, descrivendo la graduale eruzione di tensioni fino all’invasione dell’Ucraina. Ha anche difeso le sue scelte relative al Nord Stream 2, spiegate da un desiderio di garantire energia a prezzi accessibili alla Germania, sebbene riconoscendo in retrospettiva le problematiche legate alla dipendenza energetica russa.
Infine, le è stata dedicata una parte dell’intervista a Donald Trump, con cui Merkel ha avuto un rapporto complesso, spesso in contrasto per le divergenti visioni su commercio e cooperazione internazionale. La sua critica al bilaterismo aggressivo di Trump ha rimarcato il suo impegno per una diplomazia multilaterale e cooperativa.
Queste riflessioni di Angela Merkel non solo gettano luce sui delicati equilibri della politica europea e internazionale degli ultimi anni, ma aprono anche uno spaccato su come le personalità politiche possano influenzare, in maniera determinante, il corso della storia contemporanea attraverso decisioni ponderate e collaborazioni strategiche.
