Ci sono vittorie che non si misurano sul tabellone e canestri che valgono molto più di due punti. Sono quelli segnati ogni giorno con l’impegno, la costanza, il rispetto degli avversari e la capacità di essere squadra. È questo il significato più autentico del Premio “Giovane Cestista Simone Rocco”, giunto quest’anno alla sua settima edizione, che la Fondazione Klêros Gerardo e Simone ETS dedica alla memoria di un giovane che aveva fatto della pallacanestro una grande passione e dello sport un’esperienza di vita. Per l’edizione 2026 il riconoscimento è stato assegnato ad Antonio e Costantino Carullo, due fratelli che nel loro percorso cestistico hanno saputo distinguersi non soltanto per le qualità tecniche e atletiche, ma soprattutto per il modo in cui vivono lo sport, dentro e fuori dal campo. Una scelta che racchiude perfettamente lo spirito del premio: valorizzare giovani atleti capaci di andare oltre il risultato e di trasformare la pratica sportiva in un’occasione di crescita personale, confronto e condivisione.
Il talento conta, ma sono i valori a fare la differenza
Nel percorso di Antonio e Costantino la Fondazione ha riconosciuto quelle qualità che rappresentano il cuore del Premio Simone Rocco: rispetto, sacrificio, costanza, senso di appartenenza, entusiasmo, umiltà e determinazione. Sono valori che spesso non finiscono nelle statistiche di una partita, ma che costituiscono la vera misura di un atleta. Allenarsi con serietà, accettare le difficoltà, rispettare chi si ha di fronte, sostenere i propri compagni e continuare a impegnarsi anche quando il risultato non è quello sperato: è in questi gesti quotidiani che lo sport rivela la sua funzione più importante. Antonio e Costantino hanno saputo interpretare il basket proprio in questa prospettiva, dimostrando che il talento acquista un significato più profondo quando viene accompagnato dalla disciplina e dalla capacità di mettersi al servizio della squadra.
Due fratelli, una passione condivisa
Il fatto che il premio sia stato assegnato a due fratelli rende questa edizione ancora più significativa. Condividere la stessa passione significa condividere allenamenti, sacrifici, emozioni, vittorie e sconfitte. Significa avere accanto qualcuno con cui confrontarsi, sostenersi e crescere. E proprio il rapporto tra Antonio e Costantino rappresenta un ulteriore esempio di come lo sport possa diventare luogo di aggregazione e di costruzione di relazioni autentiche. La loro esperienza testimonia come la pallacanestro possa insegnare, soprattutto ai più giovani, che nessun percorso importante si compie da soli. Il compagno di squadra non è soltanto colui con cui condividere il campo, ma una persona da rispettare, sostenere e valorizzare. È questa la dimensione umana che la Fondazione ha voluto riconoscere ai due giovani cestisti.
Nel nome di Simone Rocco
Il Premio “Giovane Cestista Simone Rocco” nasce proprio con l’obiettivo di custodire e tramandare il ricordo di Simone, giovane appassionato di pallacanestro che attraverso lo sport aveva trovato uno spazio di entusiasmo, amicizia e condivisione. La Fondazione Klêros Gerardo e Simone ETS ha scelto di trasformare quel ricordo in un impegno concreto verso le nuove generazioni, sostenendo la pratica sportiva e promuovendo quei valori che fanno dello sport uno straordinario strumento di inclusione, aggregazione e crescita. In questo senso, premiare Antonio e Costantino significa anche affidare loro un piccolo ma importante passaggio di testimone: continuare a vivere il basket con passione, correttezza e generosità e, attraverso il proprio esempio, contribuire a trasmettere questi valori ad altri giovani.
Una serata per celebrare lo sport e la vita
La consegna ufficiale del Premio “Giovane Cestista Simone Rocco 2026” avverrà il 13 settembre 2026 a Bellizzi, in provincia di Salerno, in occasione della VII Serata di Gala della Fondazione Klêros Gerardo e Simone ETS. Sarà una serata dedicata alla memoria, ma anche al presente e al futuro. Alla presenza delle istituzioni, delle famiglie, del mondo dello sport e della comunità, Antonio e Costantino riceveranno un riconoscimento che va ben oltre una semplice premiazione sportiva. Perché il vero significato di questo premio sta proprio qui: ricordare che un giovane atleta non si giudica soltanto da quanti punti segna, da quante partite vince o dalle qualità tecniche che possiede. Si giudica anche da come affronta una sconfitta, da come tratta un avversario, da quanto sa sacrificarsi per la squadra e da ciò che riesce a lasciare negli altri attraverso il proprio comportamento. Antonio e Costantino Carullo hanno dimostrato di possedere questa consapevolezza. E così, attraverso due giovani fratelli innamorati del basket, il Premio Simone Rocco continua a raccontare una storia che parla di sport, ma soprattutto di persone. Una storia fatta di passione, sacrificio, fratellanza e rispetto. Una storia che, nel ricordo di Simone, guarda con fiducia alle nuove generazioni.
di Mat. Lib.



