Il settore della mobilità condivisa in Italia mostra segni di maturità e stabilità con una leggera crescita nel fatturato, rivelando dinamiche interessanti tra i diversi mezzi di trasporto. Secondo l’ultimo rapporto nazionale sulla Sharing Mobility, il bike sharing registra una crescita impetuosa, mentre l’utilizzo di monopattini elettrici conosce un rallentamento.
In occasione di Intermobility Future Ways, il primo forum nazionale della mobilità condivisa che si tiene a Rimini, l’Osservatorio nazionale della Sharing Mobility ha presentato dati e trend del settore. L’evento, parte di Ibe (Intermobility and Bus Expo), è una vetrina privilegiata per gli aggiornamenti nel campo della mobilità sostenibile, supportato dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e dal ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, insieme alla Fondazione per lo sviluppo sostenibile.
Il fatturato del settore della mobilità condivisa ha toccato i 178 milioni di euro nel 2023, segnando un incremento rispetto all’anno precedente. Questo è indice di un settore che, nonostante le sfide, continua a espandersi e a integrarsi nelle abitudini di spostamento degli italiani.
Il trasporto condiviso include una vasta flotta di circa 81.000 veicoli, con una predominanza di biciclette e monopattini, che rappresentano rispettivamente il 42% e il 44% del totale. Le auto condivise costituiscono il 9%, mentre gli scooter il 5%. Un dato particolarmente notevole è che il 95% di questa flotta è composto da veicoli a zero emissioni, sottolineando un impegno forte verso la sostenibilità ambientale.
Il bike sharing ha vissuto un’espansione straordinaria, riflettendo una crescente predilezione per le biciclette nelle scelte di mobilità quotidiana delle persone. Questo aumento si concretizza in un record di noleggi che non si era mai registrato nei periodi precedenti. Al contrario, il settore dei monopattini elettrici vede una diminuzione, fenomeno che potrebbe essere attribuito a una saturazione del mercato o a una maggiore consapevolezza delle limitazioni e dei rischi associati a questi mezzi in alcuni contesti urbani.
Anche il carsharing sta attraversando una fase di trasformazione, adattandosi alle nuove esigenze dei consumatori e integrando tecnologie più avanzate per migliorare l’efficienza e l’accessibilità del servizio.
Per quanto riguarda la sicurezza, il rapporto indica un calo nel numero di incidenti, un segnale positivo che riflette forse una maggiore familiarità e prudenza nell’uso di questi servizi da parte del pubblico, così come miglioramenti nella gestione e nel mantenimento delle flotte.
Questi dati non solo tracciano il profilo di un settore in continua evoluzione, ma anche di uno spazio di mercato che risponde efficacemente alle esigenze di un’utenza sempre più consapevole ed esigente. La mobilità condivisa, con le sue complessità e le sue sfide, rappresenta una componente cruciale della transizione verso sistemi di trasporto urbano più sostenibili e integrati. In questo contesto, l’Italia dimostra di voler essere protagonista attiva, guidando non solo in termini di introduzione delle tecnologie, ma anche nella promozione di un cambiamento culturale necessario per un futuro più verde.
