Roberto Occhiuto ha annunciato ieri le sue dimissioni da presidente della Regione Calabria. Lo ha fatto in un video diffuso sui social, parlando dal cantiere della metropolitana di Catanzaro. Ma il gesto non segna un passo indietro: Occhiuto ha confermato anche la sua ricandidatura, chiedendo “ai calabresi di scrivere il futuro della Calabria” attraverso il voto anticipato, che si terrà “tra qualche settimana”. L’annuncio arriva a quasi due mesi dall’avviso di garanzia per corruzione ricevuto nell’ambito di un’indagine della Procura di Catanzaro. Un’inchiesta che, ha sottolineato lo stesso Occhiuto, ha generato una paralisi amministrativa. “In un Paese civile nessuno dovrebbe dimettersi per un avviso di garanzia. Però oggi, nella mia amministrazione, nessuno si assume più la responsabilità di firmare nulla”, ha spiegato. Occhiuto ha voluto distinguere nettamente il suo rapporto con la magistratura da quello con l’ambiente politico. “Non ce l’ho con i magistrati: devono fare il loro lavoro serenamente, e io ho già chiarito ogni cosa. Non ho nulla da temere”, ha affermato. Diverso il tono riservato ad alcuni ambienti politici e mediatici: “Ce l’ho con quei politici di secondo piano che non hanno mai fatto nulla per questa terra e che oggi tifano per il fallimento della Calabria”. Il governatore ha anche rivendicato i risultati raggiunti durante il suo mandato, citando cantieri e opere pubbliche in corso, come l’ospedale della Sibaritide, quello di Vibo Valentia, la statale 106 e gli scali aeroportuali. “Finalmente la Calabria non è più in ginocchio. Ma ci sono forze che vorrebbero fermare tutto questo”, ha detto Occhiuto. Da qui la decisione di dimettersi e “rilanciare” politicamente: “Saranno i calabresi a decidere se la Calabria deve fermarsi o se il lavoro deve continuare”.
Il voto anticipato
Con le dimissioni di Occhiuto si apre ora la strada verso le elezioni regionali anticipate. Secondo lo Statuto regionale, il Consiglio e la Giunta vengono sciolti con l’uscita del presidente eletto, e il voto deve tenersi entro 60 giorni dalla convocazione ufficiale. L’ipotesi più concreta è un ritorno alle urne tra la fine di settembre e la prima metà di ottobre. Nel frattempo, la guida della Regione passerà al vicepresidente, che gestirà l’ordinaria amministrazione fino all’insediamento del nuovo esecutivo.
Il contesto politico
Occhiuto, esponente di Forza Italia sostenuto da Lega e Fratelli d’Italia, parte da una posizione di forza: i sondaggi lo indicano ancora come uno dei governatori più apprezzati d’Italia. Tuttavia, l’inchiesta giudiziaria potrebbe cambiare gli equilibri e offrire nuove opportunità alle opposizioni, al momento in cerca di un candidato unitario. Il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle potrebbero tentare una convergenza, anche se non è esclusa una corsa separata. Il centrodestra, dal canto suo, punta su una campagna di continuità e sulla retorica del “lavoro interrotto”. Il rischio maggiore per Occhiuto potrebbe venire non solo dalle urne, ma anche da nuovi sviluppi dell’indagine che coinvolge altri dirigenti regionali e appalti pubblici.
Le prossime tappe
La data delle elezioni sarà formalizzata con un decreto della Regione, atteso entro metà agosto. Seguiranno la presentazione delle liste, l’inizio ufficiale della campagna elettorale e infine il ritorno al voto dei cittadini calabresi, che saranno chiamati ancora una volta a scegliere il proprio presidente.
di Marco Iandolo

