La città di Bari si trova ad affrontare un momento particolarmente delicato della sua vita amministrativa. A meno di tre mesi dalle elezioni comunali, infatti, il Ministero dell’Interno ha deciso di inviare una commissione ministeriale per esaminare presunte infiltrazioni della criminalità organizzata all’interno del Consiglio comunale della metropoli pugliese. Questo accade in seguito agli arresti di febbraio, che si sono conclusi con la scoperta di un apparente sistema di voto di scambio politico-mafioso durante le elezioni comunali del 2019.
Il sindaco di Bari, Antonio Decaro, mostra tutta la sua amarezza e indignazione in una conferenza stampa in cui parla di “un atto di guerra” contro la sua amministrazione. Decaro, che ha già avuto un passato di minacce per le sue posizioni nette contro la mafia e vive sotto scorta da nove anni, ha evidenziato la sua determinazione a combattere la criminalità con ogni forza, affermando che la città sta combattendo la mafia “a testa alta”. Tuttavia, vede nella mossa del centrodestra un tentativo di “inquinare la campagna elettorale” e delegittimare i risultati elettorali che, a suo avviso, vedono da vent’anni la sconfitta di quel fronte politico.
Il Viminale, tramite il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, ribadisce la volontà del governo di lottare contro le mafie e sottolinea che, sin dall’insediamento dell’attuale esecutivo, sono stati sciolti 15 Comuni, la maggioranza dei quali governati dal centrodestra. Al contempo, il ministro ha fatto notare come il lavoro della commissione non sia un attacco personale agli amministratori locali ma piuttosto un’azione dovuta in risposta a fatti concreti e preoccupanti.
La solidarietà nei confronti di Decaro arriva anche da altri sindaci e da esponenti del centrosinistra, tra cui la leader del Partito Democratico, Elly Schlein, che ha definito la scelta del Viminale “molto politica” e un fatto di grave portata.
In risposta alla situazione, il sindaco Decaro ha annunciato la disponibilità a rinunciare alla sua scorta personale qualora emergero dubbi circa l’infiltrazione della criminalità nel Comune, e ha sottolineato il suo impegno nella legalità, narrando dei percorsi di denuncia contro estorsioni e usura che hanno visto coinvolta la cittadinanza.
La relazione della commissione, che potrebbe ipotizzare lo scioglimento del Comune, è attesa per dieci giorni dopo il primo turno delle elezioni. Intanto, la città di Bari, con il suo Consiglio comunale e la sua amministrazione, si prepara ad affrontare questo periodo critico di incertezza, sperando che la giustizia e la lotta alla criminalità organizzata possano prevalere sulle dinamiche politiche.
