Denatalità, l’allarme degli esperti: in Italia nascono sempre meno bambini

In INSERTI SCIENZA
Giugno 19, 2026
All'Omceo Roma focus sulla medicina della riproduzione: fertilità in calo, genitorialità sempre più tardiva e crescente ricorso alla procreazione assistita

La denatalità è ormai una delle principali emergenze sociali del Paese. A lanciare l’allarme sono stati gli esperti intervenuti al corso di aggiornamento “Medicina della riproduzione”, ospitato dall’Ordine dei Medici-Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Roma. Secondo Alberto Vaiarelli, vicepresidente della Società italiana di fertilità e sterilità e medicina della riproduzione (Sifes), il quadro è preoccupante: il tasso di fertilità in Italia è oggi pari a 1,2 figli per donna, ben al di sotto della soglia di 2,1 necessaria per garantire il ricambio generazionale. Se negli anni Sessanta nel Paese nasceva circa un milione di bambini all’anno, oggi le nascite si sono ridotte a circa 350mila, con una diminuzione media di 20mila nuovi nati ogni anno. Alla base del fenomeno c’è anche il progressivo rinvio della maternità e della paternità. Sempre più coppie scelgono di avere figli in età avanzata per motivi di studio, lavoro o stabilità economica. Una tendenza che si scontra con i limiti biologici della fertilità, soprattutto femminile. L’età media della prima gravidanza è salita a 31,5 anni, mentre dopo i 35 anni si registra una progressiva riduzione della riserva ovarica e delle probabilità di concepimento. Anche la fertilità maschile risente dell’invecchiamento, sebbene in modo diverso rispetto a quella femminile. Per questo, spiegano gli specialisti, cresce il ricorso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA), che oggi contribuiscono alla nascita di circa il 5% dei bambini in Italia. Una percentuale destinata ad aumentare nei prossimi anni, fino a raggiungere potenzialmente il 10%. Tra gli strumenti disponibili per preservare la fertilità, gli esperti hanno evidenziato il ruolo della crioconservazione degli ovociti, che consente alle donne di conservare gameti in età più favorevole dal punto di vista riproduttivo e utilizzarli successivamente. L’obiettivo, sottolineato durante l’incontro, è promuovere una maggiore informazione e sensibilizzazione sul tema, coinvolgendo non solo gli specialisti della riproduzione ma anche i medici di medicina generale. Intercettare precocemente eventuali problemi e diffondere una corretta cultura della fertilità rappresentano, secondo gli esperti, passaggi fondamentali per affrontare una sfida che non riguarda soltanto le coppie, ma il futuro demografico, economico e sociale dell’intero Paese.

dalla redazione