In un recente intervento durante l’Assemblea annuale di Anceferr, il presidente Vito Miceli ha espresso perplessità riguardo l’introduzione del sistema di patente a punti nei cantieri edili, ponendo l’accento su come tale misura possa effettivamente risolversi in un incremento delle procedure amministrative senza un corrispondente aumento dell’efficacia nella prevenzione degli incidenti sul lavoro.
Il nuovo sistema introdotto, pensato originariamente per migliorare la sicurezza attraverso un meccanismo di penalizzazione e incentivazione comportamentale simile a quello utilizzato nella guida su strada, “è stato configurato in modo tale da moltiplicare gli oneri amministrativi per le imprese, senza una chiara proporzione con l’obiettivo di potenziare la sicurezza nei cantieri”, ha dichiarato Miceli.
Particolarmente toccati da questa normativa sono le aziende attive negli appalti pubblici, dove il livello di sorveglianza e il rispetto delle regole sono già particolarmente elevati. La criticità evidenziata dal presidente di Anceferr riguarda la possibile trasformazione di questo sistema in un circuito chiuso di decurtazione e reintegrazione di punti, che potrebbe concretizzarsi principalmente attraverso la partecipazione a corsi di formazione ogni qual volta si verifichino infrazioni.
Questa prospettiva suscita dubbi non solo sulla reale efficacia del sistema nel prevenire incidenti, ma anche sulla sua capacità di essere equilibrato e sostenibile nel lungo termine. Le imprese, secondo Miceli, “avrebbero atteso soluzioni più innovative e mirate a favorire un ambiente di lavoro sicuro, piuttosto che un semplice aggiustamento burocratico che sembra non toccare il cuore del problema”.
È indispensabile, quindi, riflettere sul fatto che, sebbene l’introduzione di nuovi sistemi di controllo e di incentivazione del rispetto delle norme di sicurezza sia un passo importante, questi dovrebbero essere progettati in modo da essere realmente efficaci e da non gravare eccessivamente sull’operatività delle imprese, specie in un settore come quello della costruzione, già ampiamente regolamentato e sottoposto a continui controlli.
In questo contesto si inserisce la richiesta di un dialogo aperto e costruttivo tra le associazioni di categoria, le autorità regolatrici e il governo, al fine di esplorare alternative più adeguate e efficaci che possano effettivamente contribuire a ridurre gli incidenti sul lavoro, garantendo al contempo la fluidità operativa delle imprese.
In conclusione, l’appello di Anceferr mette in luce il bisogno di un’analisi più approfondita e di una considerazione critica su come le leggi e i regolamenti vengano implementati e sul loro effettivo impatto. Sarà essenziale nei prossimi mesi seguire gli sviluppi su questa tematica, sperando che emergano soluzioni che riusciranno a conciliare le esigenze di sicurezza con quelle operative del settore edile.
