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Emergenza incendi e soccorsi, i numeri record dei Vigili del Fuoco riaccendono il dibattito politico.

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Agosto 15, 2025
Sul piano operativo, il Corpo nazionale può contare su una flotta aerea composta da 15 Canadair, 10 elicotteri per le operazioni di soccorso e 5 mezzi specificamente dedicati alla lotta agli incendi boschivi.

Dal 1° gennaio al 31 luglio 2025 i Vigili del Fuoco hanno effettuato 572.594 interventi, con una media impressionante di 2.700 al giorno. Una mole di lavoro che fotografa un Paese costantemente messo alla prova da incendi, dissesti e emergenze idrogeologiche.  Il dato più allarmante riguarda gli incendi boschivi e di vegetazione, saliti a 56.286 casi, con un incremento dell’11% rispetto allo stesso periodo del 2024. Le regioni più colpite restano le stesse degli ultimi anni: Sicilia, Calabria, Campania, Sardegna, Lazio e Puglia, territori dove il cambiamento climatico, le ondate di calore e la scarsa prevenzione rendono il terreno fertile per i roghi estivi.  Accanto a questi numeri, spiccano gli oltre 172mila interventi di soccorso ordinario, i 36.704 per dissesti statici e cedimenti strutturali e i 32.220 legati a incidenti stradali. Da segnalare anche un dato positivo: gli interventi per danni idrici e idrogeologici si sono ridotti del 12% rispetto all’anno precedente.  Sul piano operativo, il Corpo nazionale può contare su una flotta aerea composta da 15 Canadair, 10 elicotteri per le operazioni di soccorso e 5 mezzi specificamente dedicati alla lotta agli incendi boschivi.

La politica si divide tra emergenza e prevenzione

Numeri così alti hanno inevitabilmente riacceso il dibattito politico. Le opposizioni chiedono più fondi per la prevenzione, denunciando che ogni estate si ripete lo stesso copione fatto di incendi, devastazioni ambientali e danni economici ingenti. Alcuni gruppi parlamentari hanno già presentato emendamenti per rafforzare i presìdi territoriali e migliorare la manutenzione del patrimonio boschivo. Dal fronte governativo si rivendica invece l’impegno nella dotazione della flotta aerea e negli investimenti sugli organici, sottolineando che i Vigili del Fuoco hanno saputo rispondere con efficacia a una mole di lavoro straordinaria. Ma la richiesta che arriva dalle Regioni del Sud, le più colpite, è chiara: servono piani straordinari di prevenzione e risorse dedicate.

Una sfida che riguarda tutto il Paese

Se da un lato i roghi devastano il Meridione, dall’altro le emergenze idrogeologiche e i dissesti strutturali colpiscono indistintamente Nord e Centro. Il quadro complessivo dimostra come l’Italia sia sempre più vulnerabile ai rischi naturali e ambientali, un tema che non può più essere affrontato solo in termini di emergenza, ma con una strategia nazionale di lungo periodo.

di Marco Iandolo