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Enrico Costa nuovo capogruppo di Forza Italia alla Camera: “Coesione e competenza le parole chiave”

In IN EVIDENZA, POLITICA
Aprile 14, 2026
Dopo l’elezione al posto di Paolo Barelli, il deputato indica il metodo del dialogo e rilancia l’impostazione liberale del partito.

Enrico Costa è il nuovo capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati. L’elezione è arrivata nel corso dell’assemblea del gruppo parlamentare azzurro, durante la quale il deputato ha preso la parola per delineare le linee guida del suo mandato, segnato da un richiamo alla continuità e alla valorizzazione del lavoro di squadra.   Nel suo intervento, Costa ha aperto con un ringraziamento a Paolo Barelli e ad Antonio Tajani, ricordando anche la figura del fondatore del partito Silvio Berlusconi, a cui ha riconosciuto un ruolo centrale nella storia politica di Forza Italia. Il nuovo capogruppo ha poi sottolineato il proprio impegno nel valorizzare le competenze di ciascun parlamentare, indicando “coesione” e “competenza” come le due parole d’ordine della sua gestione. Un approccio che, ha spiegato, si baserà su un metodo di confronto diretto con i deputati del gruppo, attraverso colloqui individuali finalizzati a costruire scelte condivise e rispettose delle diverse esperienze politiche. “Parlerò con ciascuno di voi deputati per fare le scelte giuste, rispettando e valorizzando la storia di ciascuno”, ha affermato Costa, delineando uno stile di guida improntato al dialogo interno e alla partecipazione. Nel suo discorso non è mancato un passaggio di carattere politico e identitario, con il richiamo alla sua vocazione liberale. Costa ha infatti ribadito di assumere l’incarico “con un bagaglio di valori liberali”, ponendo al centro la persona e la libertà di scelta come elementi fondanti della sua azione politica. Infine, lo sguardo al futuro del centrodestra: per il neo capogruppo, una coalizione moderna deve saper coniugare efficacia di governo e attenzione ai temi delle libertà individuali e dei diritti, in un percorso di rinnovamento politico e culturale.

di Marco Iandolo