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Fusione in vista per le banche minori: una strada verso l’efficienza

In ECONOMIA
Marzo 27, 2024

Un cammino condiviso potrebbe essere la soluzione strategica per le banche di minori dimensioni che affrontano sfide di inefficienza, particolarmente legate agli alti costi del personale e agli investimenti in ambito tecnologico. Questo è quanto emerge dalla recente “Nota di Stabilità e Vigilanza” della Banca d’Italia che ha analizzato in dettaglio i costi relativi alle banche italiane meno significative, ossia quelle che non rientrano nella vigilanza diretta della BCE, ma sotto quella nazionale.

Il documento di Bankitalia effettua una distinzione tra tre tipologie di banche minori: quelle tradizionali, quelle operanti nel risparmio gestito e quelle specializzate nel credito. Da questa suddivisione emerge che le difficoltà di efficienza non sono un fenomeno sistemico, ma piuttosto circoscritto a realtà specifiche, su cui la Vigilanza pone un’attenzione mirata nell’ambito delle attività di supervisione.

Il report dell’istituto centrale mette in luce come le banche tradizionali, pur avendo una gestione direttiva di dimensioni contenute, soffrano di un impatto sostanziale di questa componente sul complesso aziendale, risultando circa il doppio in termini proporzionali rispetto alla media. Questo indica una possibile sovradimensionamento della struttura direzionale a discapito dell’efficientamento e del contenimento dei costi.

Puntualizzando poi su un altro gruppo di intermediari, la Nota di Bankitalia evidenzia come un elevato cost/income – l’indicatore che misura il rapporto tra costi e ricavi – sia frequentemente collegabile alla pesantezza delle spese amministrative, in specie quelle legate alla tecnologia informatica, un fattore chiave in un’era in cui la digitalizzazione è diventata fondamentale per competere sul mercato.

La soluzione prospettata è quella dell’aggregazione. Un processo di fusione tra queste realtà porterebbe alla redistribuzione dei costi amministrativi su una base più ampia, garantendo economie di scala e un miglioramento dell’efficienza. Ciò faciliterebbe la gestione dei costi strutturali e consentirebbe di investire in modo più sostenibile in tecnologie innovative.

Questo percorso aggregativo rappresenta un bivio critico per il settore bancario minore: da una parte offre la possibilità di migliorare la propria competitività mantenendo al contempo un legame con il territorio e l’operatività tradizionale, dall’altro implica una sfida nella gestione del cambiamento e nell’integrazione delle diverse culture aziendali.

Nel panorama bancario attuale, in cui la trasformazione digitale e la competitività dei servizi sono più che mai centrali, il suggerimento di Bankitalia potrebbe delineare un futuro più resiliente e performante per le piccole istituzioni finanziarie che scelgono di percorrere insieme la via dell’efficienza.