C’è un momento, nella vita di ogni artista, in cui il palcoscenico smette di essere soltanto un luogo di esibizione e diventa verità. Per Giuseppina Torre quel momento ha il suono di un pianoforte che rompe il silenzio. E il prossimo 14 febbraio, giorno degli innamorati, al Museo MIA presso il Palazzo Ducale di Avella (Piazza Municipio, Avellino), quella verità prenderà forma in una serata che si preannuncia intensa e necessaria: la presentazione del suo libro “Un PIANO per RINASCERE. La mia storia dal vivo” (Solferino, 192 pp.). Giuseppina Torre, già conosciuta ai lettori di Nuove Cronache per la sua straordinaria carriera internazionale, ha scelto di raccontare ciò che per anni è rimasto dietro le quinte: una relazione segnata da violenza psicologica e fisica, consumata nel silenzio e nella solitudine. Una sofferenza profonda, nascosta dietro l’eleganza delle sale da concerto, dietro gli applausi, dietro le luci. Il libro non è una confessione spettacolarizzata, ma una narrazione lucida, sincera, quasi chirurgica. È il racconto di una donna che ha conosciuto la manipolazione, la paura, la perdita di sé. E che, attraverso la musica, ha ritrovato la propria voce. In un Paese in cui i numeri sulla violenza di genere continuano a scuotere le coscienze solo per pochi giorni, la testimonianza di Torre arriva come un invito diretto: non restare in silenzio, denunciare, credere nella possibilità di una rinascita. Non è retorica. È esperienza vissuta. Non è casuale il titolo del suo ultimo lavoro discografico: The Choice. La scelta. Perché scegliere, quando si è intrappolati in una relazione tossica, è un atto rivoluzionario. È rompere una gabbia invisibile. È decidere di salvarsi. Durante la serata di Avella, le note dei suoi nuovi brani dialogheranno con le pagine del libro. Musica e parole si intrecceranno in un racconto dal vivo che promette di essere coinvolgente e profondamente emotivo. Al suo fianco, Antonio Larizza, in un accompagnamento che amplificherà l’intensità del momento. Eppure la storia di Giuseppina Torre non si esaurisce nella dimensione del dolore. Anzi. È la storia di una determinazione che parte da Vittoria, in provincia di Ragusa, dove nasce e intraprende gli studi musicali, per arrivare fino agli Stati Uniti, conquistando pubblico e critica. Negli USA ha ricevuto riconoscimenti prestigiosi: ai Los Angeles Music Awards è stata nominata “International Artist of the Year” e “International Solo Performer of the Year”; ha vinto gli Akademia Awards di Los Angeles nella categoria “Ambiental/Instrumental” e i 5th I.M.E.A. Awards 2018. Ha suonato per Papa Francesco in occasione del Concerto dell’Epifania trasmesso su Rai 1 e in Vaticano, presso la Casina di Pio IV, alla presenza del Cardinale Lorenzo Baldisseri. Ha aperto il concerto de Il Volo all’Arena di Verona. Tre album pubblicati con major internazionali — “Il Silenzio Delle Stelle” (Sony Music Italia, 2015), “Life Book” (Universal Music Italia, 2019) e “The Choice” (Sony Music Italia, 2024) — e le musiche del docu-film “Papa Francesco – La mia Idea di Arte” segnano un percorso artistico solido e coerente. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella le ha conferito l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine “Al Merito della Repubblica Italiana”. Un riconoscimento che premia non solo il talento, ma l’impatto culturale e sociale del suo lavoro. Il 14 febbraio, mentre altrove si celebrerà un’idea romantica dell’amore, ad Avella si parlerà anche del suo lato oscuro. Ma soprattutto si parlerà di libertà. La storia di Giuseppina Torre è la dimostrazione che si può cadere e rialzarsi, che il talento non protegge dal dolore ma può diventare strumento di salvezza. E che la cultura — quando è autentica — non intrattiene soltanto: scuote, denuncia, ispira. Dopo Avella, il tour di presentazioni proseguirà in tutta Italia. Segno che questa non è soltanto la storia di una pianista siciliana di successo. È una storia collettiva. Una storia che riguarda molte donne, spesso invisibili. E questa volta, il pianoforte non accompagna soltanto una melodia: accompagna una rinascita.
di Giuseppe Di Giacomo


