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Matera, truffa del “finto maresciallo”: arrestati due giovani sorpresi mentre tentavano di raggirare un’anziana

In BASILICATA, CRONACA, MATERA
Luglio 28, 2026
La Polizia di Stato interviene in flagranza di reato dopo un’attività di controllo della Squadra Mobile. Fermati un 22enne e una 19enne accusati di aver cercato di sottrarre oro e denaro a una donna anziana.

Un nuovo tentativo di truffa ai danni di una persona anziana è stato sventato dalla Polizia di Stato di Matera. Due giovani, un uomo di 22 anni originario della Tunisia e una donna italiana di 19 anni, entrambi residenti in Campania, sono stati arrestati in flagranza di reato con l’accusa di truffa aggravata in concorso. L’intervento è scattato nell’ambito di un’attività mirata predisposta dalla Squadra Mobile dopo una serie di tentativi di raggiro registrati negli ultimi giorni in città, realizzati attraverso il cosiddetto metodo del “finto maresciallo”.  Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il meccanismo della truffa prevedeva una telefonata alla vittima da parte di un sedicente appartenente alle Forze dell’Ordine, incaricato di convincere l’anziana a consegnare denaro e oggetti preziosi con il pretesto di una presunta operazione di sicurezza.  Durante uno dei controlli, gli agenti hanno notato un’autovettura bianca con a bordo un’anziana donna che appariva agitata e impegnata in una conversazione telefonica in vivavoce. Una situazione che ha insospettito gli operatori, considerato che nelle truffe di questo tipo la vittima viene spesso mantenuta al telefono per impedire che chieda aiuto o verifichi la situazione.  Gli agenti hanno quindi avviato un servizio di osservazione. Poco dopo, alla donna sarebbe stato comunicato telefonicamente che un presunto collega del sedicente maresciallo dei Carabinieri, indicato con il nome di “Marco”, sarebbe arrivato per ritirare i preziosi. Nel luogo indicato sono stati individuati due giovani: il ragazzo si sarebbe avvicinato all’anziana qualificandosi come il presunto incaricato del ritiro, mentre la giovane sarebbe sopraggiunta poco dopo, secondo gli investigatori, con un ruolo di complice. Nel momento in cui la vittima stava per consegnare monili in oro e denaro contante, gli agenti della Squadra Mobile sono intervenuti bloccando entrambi e procedendo all’arresto.  Al termine degli adempimenti di rito, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, i due giovani sono stati condotti in carcere. Come previsto dalla legge, la loro posizione dovrà essere valutata nel corso dell’iter giudiziario e resta ferma la presunzione di innocenza fino a un eventuale accertamento definitivo di responsabilità.  La Polizia di Stato rinnova l’appello ai cittadini, soprattutto alle persone anziane e ai loro familiari, a prestare attenzione alle richieste telefoniche di denaro o beni preziosi avanzate da persone che si presentano come appartenenti alle Forze dell’Ordine o ad altri enti pubblici. In caso di dubbi o situazioni sospette, l’invito è quello di interrompere la comunicazione e contattare immediatamente il Numero Unico di Emergenza 112.

di Fausto Sacco