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Nordio annuncia una revisione sul sequestro dei cellulari

In POLITICA
Febbraio 15, 2024
Il Ministro della Giustizia propone limiti al potere del PM sulla privacy degli indagati

Il Ministro della Giustizia Carlo Nordio ha rivelato nuovi piani per modificare la legge riguardante il sequestro degli smartphone durante le indagini giudiziarie. Durante un’intervista a Radio 24, Nordio ha evidenziato che i dispositivi mobili moderni contengono aspetti intimi della vita personale che non dovrebbero cadere sotto il controllo di un singolo pubblico ministero (PM) senza un adeguato controllo.

A detta del Ministro, la riforma prevista vorrebbe assicurare che l’accesso alle informazioni sensibili custodite negli smartphones avvenga nel rispetto della privacy degli individui coinvolti. Si tratta di un argomento che tocca il delicato equilibrio tra necessità investigativa e diritto alla riservatezza delle persone coinvolte in procedimenti giudiziari, sottolineando l’importanza di adeguare le procedure esistenti alla realtà tecnologica odierna.

Come spiegato da Nordio, gli smartphone non sono semplici strumenti di comunicazione, ma veri e propri archivi personali, che possono includere dati sensibili quali corrispondenza, fotografie, note e altro materiale personale. Pertanto, la riforma prospettata si prefigge di prevenire abusi e di instaurare misure di sicurezza più stringenti affinché la gestione del materiale sequestrato sia sottoposta a rigorosa supervisione.

Parallelamente, Nordio ha affrontato una questione separata riguardante la gestione della situazione legale di Ilaria Salis, la cittadina italiana detenuta in Ungheria. In risposta a polemiche sollevate dal padre della donna, il Ministro ha sottolineato la sua posizione giuridica, ribadendo che le procedure internazionali devono essere rispettate. Secondo il Ministro, l’avvocato della famiglia Salis aveva inizialmente proposto una richiesta inammissibile per gli arresti domiciliari in Italia, anziché seguire la prassi corretta di richiederli prima in Ungheria.

Nordio ha poi aggiunto che tale approccio non è conforme alle normative internazionali in materia di trasferimento di detenuti. Ha infine rassicurato che il ministero e le autorità italiane stanno agendo in conformità con le procedure stabilite e hanno offerto la propria consulenza alla famiglia Salis, ora seguita correttamente. Pur rimanendo sensibile al dolore espresso dal padre di Ilaria, il Ministro ha ribadito che il suo commento era strettamente legato alla correttezza delle procedure legali, enfatizzando l’importanza di aderire a protocolli giuridici solidi e riconosciuti per tutelare i diritti di tutti gli individui coinvolti nelle questioni legali internazionali.