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Potenza, interdittiva antimafia per un’impresa del settore estetico: sospetti legami con i clan Riviezzi e Cassotta

In BASILICATA, CRONACA, POTENZA
Marzo 09, 2026
Sotto la lente della Prefettura un’azienda che aveva partecipato a un bando per fondi rurali. Dal 2022 adottate 66 misure antimafia.

La Prefettura di Potenza ha emesso una nuova interdittiva antimafia nei confronti di un’impresa individuale con sede in un comune della provincia, operante nel settore dei servizi per istituti di bellezza. Il provvedimento è stato firmato dal prefetto Michele Campanaro al termine di una verifica avviata nell’ambito delle procedure di controllo sugli accessi ai finanziamenti pubblici.  L’istruttoria è partita dalla richiesta di informazione antimafia pervenuta tramite la Banca dati nazionale antimafia (Bdna) da parte della Regione Basilicata – Ufficio erogazioni comunitarie in agricoltura, dopo che l’azienda aveva partecipato a un bando del Programma di sviluppo rurale (Psr) per ottenere fondi destinati alle aree rurali. Secondo quanto reso noto dalla Prefettura, gli approfondimenti investigativi condotti con il supporto del Gruppo interforze antimafia hanno fatto emergere elementi sintomatici di un possibile pericolo di infiltrazione mafiosa, tali da far ritenere concreto il rischio di un condizionamento delle scelte imprenditoriali. In particolare, sarebbero emersi rapporti di contiguità con soggetti appartenenti a sodalizi criminali locali, riconducibili ai clan Riviezzi e Cassotta. “È necessario tenere la guardia sempre alta per scongiurare le infiltrazioni criminali nel sistema economico legale lucano”, ha sottolineato il prefetto Campanaro, evidenziando come il sistema prefettizio di prevenzione antimafia rappresenti uno strumento strategico per garantire la trasparenza dell’economia e il corretto funzionamento della pubblica amministrazione.  Nel comunicato della Prefettura si ricorda inoltre che dal gennaio 2022 sono state adottate 66 misure amministrative antimafia nel territorio della provincia di Potenza, a conferma dell’attenzione delle istituzioni nel contrasto ai tentativi della criminalità organizzata di infiltrarsi nel tessuto economico locale.

di Marco Iandolo