La recente impennata nel costo del cacao, che ha sorpassato la soglia dei 10mila dollari per tonnellata, ha destato preoccupazione tra i produttori di cioccolato. Tuttavia, i dolci di Pasqua, già pronti e distribuiti, resteranno invariati nel prezzo per il consumatore. Secondo Riccardo Illy, presidente del Polo del Gusto e capogruppo di Domori, azienda specializzata in prodotti cioccolatieri di alta qualità, le conseguenze di questa fiammata sui prezzi si faranno sentire nel post-Pasqua; una situazione che getta incertezza sulla programmazione a lungo termine per le imprese del settore.
Le cause dell’aumento dei costi del cacao sono da attribuirsi a un mix di fattori. Fattori naturali come la siccità nei due maggiori paesi produttori, Ghana e Costa d’Avorio, e un’epidemia che ha colpito le piantagioni, specialmente in Costa d’Avorio, riducendone la produzione. A queste si aggiunge la situazione economica: un lungo periodo durante il quale il cacao è rimasto a un prezzo molto basso, circa 2.500 dollari la tonnellata. Questo non ha permesso ai produttori di rinnovare le piantagioni, essenziali per mantenere alta la produttività. Infine, l’aspetto finanziario, con i fondi di investimento che hanno speculato sul cacao aggravando la crisi.
La conseguenza diretta è che prevedere acquisti e produzione per le aziende del cioccolato, abituate a programmare con notevole anticipo, è divenuto un processo quasi impossibile, spingendole a prendere decisioni basate sul breve termine. Se il valore del cacao dovesse rimanere elevato, ciò potrebbe portare a un incremento nei costi dei prodotti cioccolatieri nei mesi a venire.
Non manca, tuttavia, una luce in fondo al tunnel. Secondo Illy, se il prezzo alto dovesse persistere, ciò permetterebbe ai produttori di avere le risorse per investire in fertilizzanti e in impianti di irrigazione, il che potrebbe aumentare la produzione successiva e potenzialmente portare a una riduzione dei costi.
La stagione autunno-inverno sarà quindi decisiva per il mercato del cacao e della cioccolateria. Le imprese dovranno navigare in queste acque agitate puntando su flessibilità e adattabilità in un settore, quello del cioccolato di qualità, dove la stabilità dei costi delle materie prime è sempre stato un pilar fondamentale.
