Un nuovo soggetto politico e culturale si affaccia sulla scena pubblica italiana con l’obiettivo dichiarato di dare rappresentanza a quell’area di cittadini che non si riconosce né nel centrodestra né nel centrosinistra. Si chiama Agorà e sarà presentato ufficialmente sabato 27 giugno a Roma, presso il Centro Congressi Cavour, nel corso di un’assemblea nazionale aperta ai promotori e ai sostenitori del progetto. A guidare l’iniziativa è lo storico Angelo D’Orsi, che definisce Agorà come “il primo polo delle piazze fisiche e digitali” nato per aggregare le diverse realtà che si oppongono alle politiche di riarmo dell’Unione Europea e a quella che viene definita dagli organizzatori una crescente “economia di guerra”. La piattaforma raccoglie l’adesione di numerose personalità del mondo accademico e culturale italiano considerate da tempo voci critiche rispetto all’attuale quadro politico europeo. Tra queste figurano Luciano Canfora, Franco Cardini, Andrea Zhok e Moni Ovadia, insieme a rappresentanti di associazioni, movimenti e comitati attivi sui temi della pace, della sovranità democratica e della giustizia sociale. Secondo i promotori, Agorà nasce dall’esigenza di costruire uno spazio politico alternativo all’attuale sistema bipolare. “Il progetto – afferma D’Orsi – nasce come risposta alla falsa alternativa tra centrodestra e centrosinistra che ha caratterizzato la vita politica italiana degli ultimi anni”. Una posizione che si accompagna alla critica del cosiddetto “partito unico della guerra”, espressione utilizzata per indicare il sostegno trasversale delle principali forze politiche alle strategie militari e agli investimenti nel settore della difesa. Tra gli obiettivi dichiarati della nuova federazione vi è il recupero della sovranità democratica dell’Italia sul piano politico, economico e militare. In questo quadro, Agorà propone l’apertura di un confronto pubblico sull’eventuale uscita dall’euro e dall’Unione Europea, tema che gli organizzatori considerano centrale per restituire margini di autonomia alle istituzioni nazionali. La critica all’attuale costruzione europea rappresenta infatti uno dei punti qualificanti del manifesto. Secondo i promotori, le istituzioni comunitarie e la moneta unica avrebbero progressivamente ridotto la capacità decisionale degli Stati membri, favorendo processi di integrazione percepiti come distanti dalla volontà popolare. Il movimento rivendica inoltre una collocazione pacifista, richiamando il principio costituzionale del ripudio della guerra e proponendo un diverso approccio alle relazioni internazionali, fondato sul dialogo diplomatico e sulla cooperazione tra i popoli. L’appuntamento romano rappresenterà il primo banco di prova per una realtà che punta a trasformare il consenso maturato nelle piazze e nei dibattiti pubblici in una presenza organizzata e stabile nel panorama politico nazionale. L’obiettivo, spiegano i promotori, è costruire una rete capace di riportare al centro della vita democratica la partecipazione dei cittadini e il tema della sovranità popolare. Con la nascita di Agorà prende così forma un nuovo tentativo di aggregazione nell’area sovranista e pacifista italiana, con l’ambizione di tradurre in proposta politica le istanze che negli ultimi anni hanno animato manifestazioni, comitati e movimenti di opposizione alle scelte dell’Unione Europea e della NATO.
di Mat. Lib.

