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Valanghe sull’arco Alpino, pericolo ancora elevato

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Febbraio 20, 2026
Dopo le abbondanti nevicate e il vento forte, l’anticiclone porta sole e rialzo termico ma aumenta il rischio di nuovi distacchi spontanei. Appello alla prudenza del Servizio Meteomont.

Negli ultimi giorni l’arco alpino è stato interessato da numerosi episodi valanghivi, alcuni dei quali di grandi dimensioni. Il 16 febbraio una massa imponente di neve si è staccata dal Monte Cervino, sollevando una nube bianca che ha avvolto la frazione di Breuil-Cervinia. Un altro importante distacco ha interessato il vallone di Falcemagna a Bussoleno, nelle Alpi Cozie. In entrambi i casi non si sono registrati danni. Non altrettanto fortunati alcuni episodi avvenuti in Valle d’Aosta il 15 e 19 febbraio, dove valanghe provocate dal passaggio di sciatori ed escursionisti hanno causato incidenti con gravi conseguenze. Dopo una lunga fase perturbata di origine atlantica, nel fine settimana l’anticiclone delle Azzorre favorirà condizioni di tempo stabile e un sensibile rialzo delle temperature diurne. Proprio l’aumento termico, unito alla grande quantità di neve fresca e all’azione del vento, mantiene però elevato il pericolo valanghe, con possibilità di nuovi distacchi spontanei sia superficiali sia di fondo. Sulle Alpi Giulie e sulle Carniche orientali il grado di pericolo è Forte 4 oltre i 1500 metri e Marcato 3 alle quote inferiori. Marcato 3 anche su Dolomiti e Prealpi, mentre la situazione risulta particolarmente impegnativa su Alpi Retiche e Orobiche, dove permane il Forte 4 per la presenza diffusa di lastroni da vento. Sull’arco alpino occidentale il rischio varia tra Marcato 3 e Forte 4, con zero termico previsto fino a 3000 metri sui rilievi sud-occidentali.  Sulle Prealpi Lombarde il grado è Moderato 2, ma restano criticità legate a strati deboli nel vecchio manto nevoso. Sull’Appennino centrale, dai massicci laziali fino ai principali rilievi abruzzesi, il pericolo è generalmente Marcato 3 alle quote più elevate, con attenzione particolare a cornici e accumuli da vento. Il Servizio Meteomont dell’Arma dei Carabinieri invita a consultare sempre i bollettini ufficiali prima di pianificare escursioni e a evitare pendii ripidi, creste e canaloni in condizioni di instabilità. In presenza di grado 3 o superiore, le attività fuori dai comprensori controllati sono fortemente sconsigliate.  La montagna torna a splendere sotto il sole, ma resta fragile: prudenza e informazione restano le migliori alleate della sicurezza.

di Marco Iandolo

https://meteomont.carabinieri.it/home  o sull’App Meteomont.