Il Coordinamento nazionale docenti della disciplina dei diritti umani esprime profonda preoccupazione per il grave episodio avvenuto a Caivano, dove don Maurizio Patriciello, da anni simbolo di resistenza civile contro la camorra, è stato destinatario di una minaccia durante una celebrazione religiosa. Un proiettile, consegnato in chiesa alla presenza di bambini e famiglie, ha trasformato un momento di comunità in un segnale inquietante. “Non è solo un attacco alla persona – sottolinea il presidente Romano Pesavento – ma un’offesa al senso di comunità e alla speranza di riscatto di un territorio che chiede dignità e libertà”. Il Coordinamento richiama il ruolo centrale della scuola come argine alla criminalità organizzata: ogni lezione di cittadinanza e legalità rappresenta un gesto concreto contro la cultura dell’omertà. Da qui l’appello a stringersi attorno a don Patriciello e a quanti, come la giornalista Marilena Natale, rischiano in prima persona per difendere la verità. “La scuola – prosegue Pesavento – deve insegnare ai giovani a riconoscere e respingere la violenza, a scegliere la strada della giustizia e della responsabilità. Solo così l’indignazione può trasformarsi in impegno quotidiano”. Un messaggio chiaro: la camorra non potrà mai soffocare la luce della conoscenza. Accanto alla protezione che spetta allo Stato, la scuola e la società civile hanno il dovere di resistere insieme, per costruire un futuro libero dalla paura.
di Marco Iandolo

