728 views 4 mins 0 comments

Crans-Montana, l’Italia si ferma per l’ultimo saluto ai ragazzi morti nel rogo.

In CRONACA, IN EVIDENZA, REGIONI
Gennaio 07, 2026
Funerali a Bologna e Roma, mentre in tutte le scuole italiane viene osservato un minuto di silenzio. Folla di giovani, autorità e commozione per ricordare Giovanni Tamburi, Riccardo Minghetti e Sofia Prosperi.

L’Italia si stringe nel dolore per l’ultimo saluto ai giovani vittime del rogo di Crans-Montana. Oggi si sono svolti i funerali di Giovanni Tamburi e Riccardo Minghetti, mentre quello di Sofia Prosperi, la più giovane tra le vittime, sarà celebrato a Lugano. In tutte le scuole del Paese, nella mattinata, è stato osservato un minuto di silenzio in loro memoria, come segno di vicinanza alle famiglie colpite dalla tragedia. A Bologna, nella cattedrale metropolitana di San Pietro, una folla composta in gran parte da giovanissimi si è radunata per il funerale di Giovanni Tamburi, 16 anni. Tra le prime file erano presenti anche numerose autorità istituzionali, tra cui la ministra dell’Università Anna Maria Bernini, la sottosegretaria alla Cultura Lucia Borgonzoni, il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale e il sindaco di Bologna Matteo Lepore. Un abbraccio collettivo che ha testimoniato l’affetto e la stima che circondavano il ragazzo.  Profondamente commossa la madre di Giovanni, Carla Masiello, che poco prima dell’inizio della celebrazione ha commentato la grande partecipazione:  “Mi commuove e mi fa vedere quanto era amato mio figlio. Credo che ne sia felice anche lui, perché so che ci guarda”. E ha aggiunto: “Sarebbe impossibile trovare una foto di lui senza sorriso, perché sorrideva sempre”. Un ricordo semplice e potente, che ha restituito l’immagine di un adolescente pieno di vita.   Per l’occasione, l’arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza Episcopale Italiana, cardinale Matteo Zuppi, ha affidato un messaggio letto durante le esequie: “Oggi Giovanni è come una stella del cielo illuminato dalla luce di Dio. Splenda a lui la luce che non finisce, riposa in pace, caro Giovanni”. A Roma, nella basilica dei Santi Pietro e Paolo, si è tenuto il funerale di Riccardo Minghetti. Il feretro, accolto in silenzio, è arrivato in chiesa con tre gigli bianchi appoggiati sulla bara chiara. Sulla scalinata e all’interno della basilica gremita si sono raccolti numerosi ragazzi: compagni di classe, amici, studenti e colleghi dei genitori. All’ingresso sono state deposte due corone di fiori bianchi, rose e gerbere: una da parte dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Roma e una dai compagni della classe II F, con una scritta semplice e diretta: “Ciao Riccardo”.  Nel frattempo, in tutte le scuole italiane, alle 10.30, è stato osservato un minuto di silenzio. Un gesto simbolico ma sentito, voluto dal Ministero dell’Istruzione e del Merito per  “ricordare le giovani vittime ed esprimere vicinanza alle loro famiglie”, come ha spiegato il ministro Giuseppe Valditara. Lo stesso ministro ha partecipato al momento di raccoglimento presso le Orsoline di San Carlo, a Milano, la scuola frequentata da Achille Barosi, un’altra delle vittime della tragedia.  Una giornata di lutto nazionale non ufficiale, ma profondamente condivisa, che ha visto l’Italia fermarsi per rendere omaggio a vite spezzate troppo presto. Il silenzio delle scuole, le chiese gremite, i volti giovani e le parole di affetto hanno raccontato un dolore collettivo che va oltre i confini delle città coinvolte, unendo il Paese nel ricordo di Giovanni, Riccardo, Sofia e degli altri ragazzi scomparsi.

di Fausto Sacco