C’è chi, con sarcasmo, racconta di aver visto il presidente della Provincia Rizieri Buonopane passeggiare quasi “scodinzolando” lungo Corso Vittorio Emanuele dietro a Pasquale Giuditta. Una scena che, al netto delle ironie della politica irpina, fotografa bene il momento: l’ex parlamentare dell’Udeur è tornato centrale nelle dinamiche del cosiddetto campo largo e oggi appare sempre più come il tessitore silenzioso di equilibri e alleanze. Giuditta recupera pezzi di classe dirigente, riallaccia rapporti, ricuce antiche inimicizie e costruisce sponde trasversali. Un lavoro paziente e sotterraneo che ha un obiettivo politico preciso: arginare l’asse tra i consiglieri regionali Maurizio Petracca e Enzo Alaia, considerato da molti amministratori dem come un’intesa destinata a “fottere tutti”, come sussurra senza troppi giri di parole una gola profonda del Partito Democratico irpino. Eppure il vero paradosso politico riguarda proprio il rapporto tra Buonopane e Giuditta. Negli ultimi anni, infatti, all’ex sindaco di Summonte non sarebbero mancati motivi per rompere definitivamente con il presidente della Provincia. Dalla presidenza dell’Ato Rifiuti alle partite su IrpiniAmbiente e Sistema Irpinia, Giuditta avrebbe incassato più di uno sgarbo politico, vedendosi sistematicamente scavalcato o escluso dalle principali scelte strategiche. Ma in politica, soprattutto in Irpinia, la memoria spesso lascia spazio alla convenienza. E così il vecchio adagio “il nemico del mio nemico è mio amico” sembra aver rinsaldato il rapporto tra i due. Sullo sfondo, infatti, si muovono le prossime scadenze negli enti di sottogoverno, a partire dall’Asi, dove Petracca punta alla riconferma di Pasquale Pisano dopo che l’ipotesi di Nicola Giordano — indicato come possibile assessore all’Urbanistica in un’eventuale giunta Pizza — sarebbe stata bocciata dagli amministratori vicini al Pd. Il clima resta tesissimo anche nel fronte alaiano. Mentre Fausto Picone parlava apertamente della necessità di rinviare ogni decisione a dopo le elezioni provinciali, Petracca avrebbe accelerato la partita, forzando i tempi e aprendo nuove frizioni interne. Una mossa che rischia di mettere proprio Picone nel mirino, soprattutto qualora dovessero emergere le riconferme di Michele Spinazzola e Pasquale De Santis. Nel vasto arcipelago degli amministratori vicini ad Alaia, infatti, non mancano gli aspiranti alle poltrone strategiche degli enti. Sul tavolo pesa anche il rapporto con il centrodestra. Secondo diversi amministratori, Picone avrebbe inizialmente garantito agli alleati moderati uno spazio nella futura governance provinciale, salvo poi fare marcia indietro appellandosi alla mancata sottoscrizione della sua candidatura da parte degli amministratori di centrodestra. Una motivazione giudicata da molti poco convincente. Ed è qui che tornano decisive le quote di potere riconducibili a Buonopane tra Provincia e Comune di Montella. Un patrimonio politico che Giuditta avrebbe chiesto esplicitamente di utilizzare come leva negoziale nelle trattative per le provinciali e per gli enti. Sullo sfondo si muovono interlocuzioni aperte anche con pezzi del centrodestra che, diversamente, rischierebbero di restare completamente esclusi dalla partita. Intanto l’ex sindaco di Summonte avrebbe fatto filtrare un messaggio chiaro: senza una gestione condivisa delle nomine e degli equilibri, sarebbe pronto ad attivarsi in Regione per chiedere il commissariamento dell’ente. Di certo, restare fermo in panchina non è mai stato nello stile di Pasquale Giuditta. E forse non è un caso se, dopo averlo combattuto per anni, oggi molti tornano a chiedere consigli proprio a quello che Ciriaco De Mita definì con una formula destinata a restare nella memoria politica irpina: “lo statista di Summonte”.
di Marco Iandolo

